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NUOVA COLLANA LETTERARIA
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Elena
Succhiarelli
Je
l’emo fatta!... 2012 ISBN 978-88-96421-64-2 |
Questo monologo fresco e dirompente nasce da
una profonda riflessione sulla “necessità dell'incontro” e si apre
con vivacità al mondo. Celestina è matura e infantile al tempo stesso,
saggia ed entusiasta, vissuta e straripante di vita. Ci fa divertire e
commuovere, si fa amare e ci proietta all'interno del suo personale
triplice legame figlia-madre-figlia con una verve travolgente. È un'opera
sui rapporti e sulle relazioni: tra ricerca e semplicità, tra individuo e
istituzioni, tra Natura e Cultura. è un inno all'amore nell'accettazione
delle differenze, nell'accoglienza di un “essere se stessi” che supera
tutte le tentazioni di omologazione a qualcosa che non ci appartiene.
Celestina appassionata e sincera racconta le stranezze del suo vivere,
tende una mano affettuosa agli spettatori, per portarli nelle profondità
di un animo femminile che non rinuncia ai propri “atti di conoscenza”
e non cede alla compiacenza, ma riscopre l'amore per se stessa proprio
muovendosi verso l'altro.
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Sandro
Pioli
Il gatto sulla valigia 2011
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La poesia di Sandro Pioli si declina
attraverso il sentimento dell’amore. Amore non come apostrofo rosa nel
gioco logoro della scrittura banale, ma come elemento dirompente che svela
la complessità dell’uomo e della donna. E che sia figlio della
dolcezza, della purezza o di un desiderio equivoco, di un’opacità
torbida o sognante, sempre ci meraviglia parlando di cose che conosciamo
ma che mai ci appartengono. Attraverso i versi dell’autore, si apre una
ricerca sincera che non si accontenta del tanto che già è stato detto,
ma che si affaccia sulla profondità di chi scrive e degli altri,
sperimentando il gioco rivelatore delle parole.
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Marcella Rossi
Tranquillo Vasco Pontini capolavori in dialetto 2011
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Primo studio sulla scrittura in dialetto del
maestro Tranquillo Vasco Pontini, il lavoro nasce dal desiderio di offrire
più ampia visibilità e consistenza futura ad opere di significato
speciale, che, nel succedersi delle generazioni, rischierebbero l’oblio.
Il dialetto in Pontini è caldo, umile e innocente, infantile eppur sapido
e sapiente. È il dialetto di uno che lungamente lo ha usato, e ancora lo
usa; di uno che se ne compiace, che lo applica e lo trasferisce; di uno
che si è prefisso di non dimenticarlo, e progetta di non farlo
dimenticare; di uno che ne programma la trasmissione, per la prima volta
mettendolo e facendolo mettere per iscritto. |
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Salvatore
Maddaloni
Il gusto
della vita 2011 ISBN 978-88-96421-49-9
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Dalla lettura di questa opera dell’Autore, emerge con forza la sua capacità di osservatore e di narratore dell’animo umano in tutte le sue sfumature; traspare anche ricorrente il tema del ‘male di vivere’ e della ricerca, a volte angosciosa, della felicità. Inoltre l’incontro fra le persone e fra le culture è quasi un leitmotiv, dei Racconti in particolare. In tutti gli scritti, possiamo intravvedere – come attraverso una filigrana – una buona proprietà linguistica ed un indubbio talento letterario, una fervida e creativa fantasia, l’intelligenza e la sensibilità dell’Autore, una personalità poliedrica ed una mente versatile e complessa.
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Jerry Guacci Innanzi Tempo 2011 ISBN 978-88-96421-50-5 |
Oggi Jerry approda sulle rive del tempo dove
accampati alla rinfusa albergano, rumoreggiando, gli anni, i ricordi, le
speranze infrante e i mille tormenti.
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Roberto Bellucci
Poesie ritrovate
2011 |
… Il brusio della Scuola Romana vibra nelle espressioni più pure. Un figurativo saggio, radicato nel nostro tempo e nella nostra storia che sa di rinascita, di socialità profonda. Un percorso lento e inesorabile sino alle soglie dell’astrazione, dove, le increspature di senso si adagiano e si dispongono ordinatamente in una delicata e romantica trascendenza delle forme. Il segno antico interpreta il presente attraverso un’algebra preziosa e ricercata. Come un volto di donna restituisce all’anima quel sapore assoluto dell’imminenza dell’evento-bellezza, così la confluenza di forme e colori oltre la figura rende essenziale ogni sensazione e ne tramanda le sfumature.
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Concorso
Letterario Nazionale Premio città di Terni “Logo d’oro” 2010
Raccolta antologica delle opere vincitrici.
2011 |
Il premio letterario città di Terni “Logo d’Oro” è una manifestazione che dà la possibilità ad appassionati scrittori di poter proporre le proprie opere, e in questo caso, vederle pubblicate in un volume. Scrivere è un modo creativo di comunicare le proprie emozioni ed è una scelta di condivisione con gli altri. Un’attività spesso intrapresa con passione e con la voglia di coinvolgere in questo sentimento il lettore che si avvicinerà alla propria opera.
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Stelvio Sbardella
Agra vita migrante 2011 ISBN 978-88-96421-45-1
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Migrare. L'orizzonte di tanti che lasciano povertà, sentimenti e passato
e volano oltre, in terre straniere. Talvolta ci sono mari da oltrepassare,
spesso si arriva naufraghi, talvolta ci sono montagne da valicare, esiste
anche la fatica di giungere, oltre a quella di arrivare e toccare il sogno
di una felicità raggiunta in un lavoro che faccia riscoprire la dignità
di essere uomini. Spesso non è così e non è stato così. Ripercorrere
storie di migrazione e trovare rovi, tante mani e anime segnate da
sopraffazioni, lavoro nero, insulti; difficile farsi strada in sentieri
che si restringono ogni volta e ti ricacciano indietro. Così si scopre
quanto sia difficile sentirsi uomini e donne in un Paese straniero, quante
volte la tristezza e la desolazione hanno fatto tornare in mente al
migrante la nostalgia per la terra abbandonata. Migliaia di persone
lasciarono l'Italia durante gli anni Sessanta; tra esse Francesco, poco più
che ragazzo. La sua storia di migrante è emblematica e nello stesso tempo
particolare; difficoltà per imparare la lingua, traversie per trovare un
lavoro, sfruttamento, la serpe sottile della xenofobia pronta a mordere,
la fortuna bifida che fa agguantare come miraggio la ricchezza e, subito
dopo, fa raccogliere pezzi infranti di un sogno miseramente caduto. Storia
di migrazione e di ingiustizie subite e dramma di un uomo che reclama, a
diritto, la sua dignità di migrante e di persona.
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Adelaide Nascetti
Il cerchio è formato e io sono tra i mondi 2011 ISBN 978-88-96421-40-6
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Adelaide
Nascetti raccoglie in questo libro gli articoli giornalistici, frutto
della collaborazione con una rivista, i suoi pensieri e alcuni racconti.
L'articolato percorso di questa selezione muove da considerazioni su
episodi di cronaca dai sapori e colori variegati. Con la stessa
attenzione, guidata da una sensibilità non comune, l'autrice tocca temi
di scottante attualità e argomenti divertenti e leggeri, restituendoci
uno spaccato significativo della realtà. Dalla musica, al cinema, alla
politica, fino ai palcoscenici televisivi più o meno nobili, il suo
sguardo esplora senza malizia o supponenza ma con interesse puro e, a
tratti, con uno slancio carico di entusiasmo che finisce per trascinare il
lettore.
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Ercole Mattioli
L'eco delle emozioni 2011 ISBN 978-88-96421-42-0
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Il rapporto con se stesso nel
tempo trascorso e che trascorre costituisce il fulcro di questa raccolta
di liriche che testimoniano, nel verseggiare coinvolgente e incalzante, un
uso sapiente del linguaggio. Il trascorrere della vita non è una
sconfitta ma una maturazione che erompe in una nuova nascita. Lo sguardo
rinnovato che si apre sulle cose, linfa vitale della poesia, è figlio di
una consapevolezza che solo l’esperienza ha saputo regalare. E sa da una
parte il mondo torna a stupire nelle sue note di base, nei suoi colori,
dall’altra, con caparbia determinazione, il poeta lo interroga per
trovare risposte.
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Simona Bergamini
E' solo una questione di tempo 2011 ISBN 978-88-96421-38-3
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“Stava lasciando squillare il telefono… Adesso. Proprio ora. In questo momento. Probabilmente era la solita telefonata di suo padre che si sincerava del fatto che fosse tutto a posto… Già… tutto a posto… La casa con lei dentro sembrava avere ancora parte della sua vita. Era solo questione di tempo. Presto sarebbe cambiata anche’essa…” |
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Eligio Bartoli
Pensieri in Parole 2011 ISBN 978-88-96421-35-2 (Esaurito)
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Una storia che presto vedrà la luce inizia
così: “Un giorno il vento incontrò la libertà. Fra loro fu subito
amore eterno, e da quell’amore nacque il cavallo”. Il vento è il
pensiero che nessuno potrà mai inscatolare, la libertà è la parola
impossibile da tacitare. “Parole e pensiero si cercano nell’aria” e
“dal loro abbraccio nasce libera, leggera, coraggiosa e forte la
poesia”. Attraverso queste semplici espressioni ho cercato di scoprire
“perché siamo qui”, interrogando la vita, la morte, la speranza e il
tempo che, passando, si porta via molta parte di noi, mentre “lascia nel
cuore un sottile rimpianto” che poi “impietoso trasforma in dolore”.
Dio, l’amore e la capacità di amare distinguono le persone dai sassi,
facendo di esse, fragili creature impegnate a “divorare tutto a morsi
insensati”, un universo inesplorato di sentimenti e costringendole ad
“amare, per non avere vite amare”. (E.B.).
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Livia Rocco
2011 ISBN 978-88-96421-37-6
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“Accendi piccole scintille nel lettore”:
forse è la frase che ogni poeta vorrebbe sentirsi dire, e a pronunciarle
è lo scrittore Renzo Rosso, che ha colto nei versi di Livia Rocco
“sensibilità lirica, autenticità e una vera poeticità”. Anche se il
percorso della poesia è tortuoso, lento, pieno di soste e di dubbi, la
voglia di esprimersi di Livia è aumentata, e si è rafforzata in lei la
sensazione di scrivere con uno stile personale, che punta sul valore forte
e denso di ogni singola parola e che rimanda all’essenza delle cose,
delle persone, delle situazioni. Rifuggendo dagli artifici retorici,
l’autrice sceglie la brevità e un linguaggio asciutto per raggiungere
la massima intensità.
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Francesco Sarti
Operazione a cuore aperto 2011 ISBN 978-88-96421-34-5
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Cos’è che può spingere un teen ager
del XXI secolo ad avvicinarsi alla poesia? Per quanto mi riguarda posso
rispondere che è la stessa forza che spinge un bambino ad avvicinarsi
alle matite colorate: semplicemente la necessità di condividere con un
pezzo di carta ciò che occupa la maggior parte del cuore. Questa
condivisione, però, non è statica, anzi, si muove, balla, vive e ti
risponde, ti costringe a esplorare a fondo ogni anfratto della tua
coscienza e perfino della tua incoscienza a volte.
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Gianfracesco
Timpano La grande parete 2011 ISBN 978-88-96421-32-1
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La parete. Dove sarà, esiste veramente? È reale o è un’illusione? È un vero baluardo naturale o è la nostra immaginazione a costruire muri altissimi tra noi e la nostra coscienza? È lì per darci l’opportunità di confrontarci con noi stessi e le nostre paure? Ci permetterà di combattere, vincere le nostra paure? Ci permetterà di combattere, vincere le nostre ansie e incertezze e crescere fino a un livello più elevato di consapevolezza?
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Alvaro Recchioni La stella a cinque punte 2010 ISBN 978-88-96421-08-6
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La possibilità di far riemergere una vera
memoria sugli eventi drammatici vissuti nel “secolo breve” non passa
per la storiografia dei cosiddetti esperti, per l’abilità degli
accademici e degli storici di professione a maneggiare scartoffie e
documenti, ma piuttosto attraverso la trasmissione di atmosfere ed
emozioni presenti nel vissuto delle persone, che consentono di toccare con
mano i fatti storici. Proprio questo è quanto ha fatto Alvaro Recchioni,
che pur mescolando fatti realmente vissuti e invenzioni (ma il tutto ci ci
viene svelato con consumata astuzia soltanto alla fine, quasi si trattasse
di un thriller) si è trasformato in una sorta di “macchina del
tempo”, azionata dalla parola, dall’ascolto, dalla memoria, dalla
fatica del vivere e sicuramente anche dall’illusione e dalla passione…
tutti motori formidabili che danno ali e anima al racconto. Ne è venuto
fuori un libro di ricordi, in cui si sente che a parlare è il cuore,
mentre si dipana la storia vissuta dai cinque fratelli, un vero e proprio
microcosmo, tutti travolti dalla furia della guerra.
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Germano Bonora -
Rino Polito Canti cilentani di Cesarina Scarpa 2010
ISBN 978-88-96421-28-4
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"... Nonna Cesarina ci
portava a casa sua quando i genitori andavano a lavorare di prima mattina.
Per tenerci buoni ci narrava storie prendendo lo spunto dai fatti locali.
Anche da vecchia amava raccontare o recitare strofette composte da lei
stessa, e in particolare le cilentane, ottave in endecasillabi, come
quelle che si scambiava col marito prima di sposarsi." |
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Francesco
Leombruni Un ternano a Terni... e nel resto del mondo 2010 2° Edizione ISBN 978-88-96421-31-4
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Dopo sei anni dalla sua prima edizione è
ancora un piacere sfogliare e rileggere brani di un piccolo libro che
oramai, a tutti gli effetti, si può considerare una sorta di
“classico” delle Edizioni Thyrus. D’un classico ogni rilettura è
una lettura di scoperta come la prima… scriveva Calvino. E così
accade con il testo di Francesco Leoumbruni. Attraverso gli occhi
dell’infanzia e della prima giovinezza, i suoi ricordi scorrono come
diapositive su uno schermo bianco, vengono filtrati e arricchiti di
dettagli, conditi di rustici suoni dialettali al profumo di ciriole
e fegatelli con la ratta e addolciti dall’inconfondibile aroma
natalizio del pampepato. Scene familiari su susseguono di stagione
in stagione e sollevano, in chi le ha vissute in prima persona, un velo su
un passato recente, un sipario che permette agli attori della nostra
memoria di interpretare all’infinito la loro parte.
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Emanuela
Ruffinelli
L'ultima luna di Griselda 2010 ISBN 978-88-96421-26-0 |
Griselda è una donna dei nostri tempi.
Ascolta, si interroga, ama. Ma soprattutto impara. E ha il coragio di
ricominicare, di rimettersi in gioco. Usa tutte le sue abilità, tutta la
sua scienza, tanto da diventare "famosa" fino a
"infastidire". E ora come allora ciò che non si comprende, ciò
che non si può controllare, troppo spesso si infanga, si distrugge. Da
qui il tragico epilogo di una donna, di una strega, di una persona che
avrei potuto essere io, o tu; che avrebbe potuto essere chiunque. Chiunque
si fosse soffermato ad ascoltare il vento o avesse conosciuto l'arte di
guarire gli altri, chiunque sapesse ridare la speranza. Questo,
probabilmente, al di là di aride e stereotipate formule magiche, è ciò
che Griselda simboleggiava, ciò che doveva essere cancellato.
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Marcella Rossi
Fòri mano 2010 ISBN 978-88-96421-15-4
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"Il dialetto è risonanza di vita palpitante. Voce primaria. Restituisce forza di suoni. Affonda nelle radici dell'individuo, nella potenza della sua primordialità. Da quando ho cominciato a scrivere poesie in dialetto, la mia ispirazione sembra rifiutarsi alla lingua italiana". M. R. |
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Ernesto Biagioni
La mia storia 2010 ISBN 978-88-96421-21-5
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L’autore ci guida attraverso le fasi
salienti della sua vita, tenendoci per mano in una Terni diversa da quella
che siamo abituati a conoscere. Ci prende per mano e ci porta in guerra, e
poi in Francia, sulla difficile via del ritorno in Italia percorsa a piedi
nel mese di ottobre, con indosso vestiti inadeguati. Eppure la voglia di
ritrovare la sua famiglia è più forte di tutto, e lo aiuta a superare
gli ostacoli… E quante avversità ci saranno ancora da superare, nel
lungo e ricchissimo cammino della sua vita!
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Anna Maria
Petrillo
Ricordando la mia vita 2010 ISBN 978-88-96421-13-0 |
“Voglio raccontare la storia della mia
vita affinché sia un esempio per tutte le donne che si trovano nella mia
situazione. Il messaggio che vorrei far passare è molto semplice: è
facile sbagliare nel giudicare le persone e portare nell’anima le
conseguenze di questo giudizio errato per tutta la vita. Il mio racconto
inizia ai limiti della mia memoria di bambina di circa sei anni…” A.M.P. |
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Octavian Paler
Il Bazar della vita 2010 ISBN 978-88-96421-01-7 |
“A volte i sogni si avverano... il mio era
quello di veder tradotto per la prima volta in italiano un autore rumeno
che occupa un posto speciale nel mio cuore: Octavian Paler, uno dei più
grandi scrittori della mia terra. Sono felice di essere stata un ponte tra
la cultura rumena e quella italiana, di aver reso possibile la scoperta
dei suoi bellissimi aforismi, dei veri sprazzi di riflessione e delle
preziose perle di saggezza che si rivelano alla luce del sole. […] Molte
parole scritte da Paler sono la sintesi di un'intera esistenza, e vengono
a seguito della sua lunga esperienza di vita e di un incessante desiderio
di conoscenza, parole in cui si riesce a trovare una speranza per ogni
pensiero, una risposta per ogni domanda. […] “Morire significa
spostarsi in un stella” scriveva Paler. Ma le stelle non muoiono mai.
Brillano più forte, così noi sappiamo dove stiamo andando. Octavian
Paler non era solo una stella, ma una galassia di bellezza, profondità e
amore.” Alina Breje.
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Alberto Cortesani Lykos 2010 ISBN 978-88-96421-22-2
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Miti, leggende, incubi popolari di
un’antica cultura, rivelatori forse di una cattiva coscienza, di un
oscuro senso di colpa maggiore proprio nei personaggi più riflessivi e più
dotati di conoscenza. Vero protagonista di questi diciassette racconti
lucani, ambientati, per la gran parte, nelle montane terre della
Basilicata meridionale, oltre che la descrizione del tenero e possente
paesaggio lucano, è il rapporto tra la natura e l’uomo. Uomo arcaico,
riaffiorato dalle spoglie dell’uomo borghese, nella sua insanabile
spaccatura con una natura primordiale che manifesta, a volte, una quasi
volontà di terribile vendetta. Nell’oscillare tra il senso della
propria solitudine e il sentimento panico di una profonda appartenenza al
quale partecipano tutti gli esseri viventi, l’uomo di Lykos – eponimo
della Lucania e suo immaginario, antico principe protagonista di uno dei
racconti – si ritrova e insieme si perde. E il suo destino si compie
proprio mentre crede di aver colto, nell’incontro con la natura, quella
profonda visione unitaria delle cose che Wittgenstein chiamava
“rappresentazione perspicua” della realtà. E da questo incontro nasce
tutto il dipanarsi delle storie narrate, spesso in una dimensione
fantastica e sempre intriso del sentimento di un legame, spesso amorevole,
a volte dolente, ma sempre profondo e ineludibile, con la natura nei suoi
misteriosi, indefinibili aspetti di grandiosa primitività, che è forse
anche purezza originaria.
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Jerry Guacci
Infine il chiarore 2010 ISBN 978-88-96421-18-5 |
A chi ha chiara la fisionomia poetica di
Jerry Guacci, parrà subito evidente di trovarsi, con questo libro, di
fronte ad una tappa fondamentale del suo itinerario. Innanzitutto, la
veste tipografica: le foto di Rossana Fiocchi intessono con le poesie un
dialogo segreto, ne costituiscono il contrappunto iconico. Poi, il
contenuto: Guacci si trova dentro il suo male, nel buco nero di un vortice
che gli permette di operare, di quel male, una messa a fuoco più nitida
ma non per questo meno problematica. Infine, il canto: il verso è il
risultato di un lavoro che tende all’essenziale per dare spazio ad una
parola poetica che dice, individuata da una rima che rende il canto una
dolce cadenza epigrammatica.
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Gavino Oggiano
Frammenti di saggezza 2010 ISBN 978-88-96421-14-7
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Questa raccolta di versi lascia emergere
l’immagine di un Gavino Oggiano come quello di un moderno Diogene che ha
sostituito alla lampada il chiarore poetico della luna, per vincere le
tenebre e svelare il mistero della vita. Dallo scorrere delle sue
composizioni appare evidente come dietro il poeta si celi il filosofo che
tira i fili con abili mani. Dietro l’immagine poetica fa capolino un
faticoso percorso compiuto lungo i millenni del sapere umano. Gavino
riesce a racchiudere e a compiere, nel suo solenne e pacato enunciare, una
vera e propria metafora del pensiero umano. I suo versi evocano
l’atmosfera dei frammenti dei presocratici. E questo in verità essi
sono: perle di saggezza spunti di poche parole per stimolare pensieri e
riflessioni di ampio respiro e sbalzate a tutto tondo. I tre temi che
colpiscono di più e danno origine alla maggior parte dei suoi versi sono
quelli della libertà, del libero pensiero e della ricerca della luce. Per
Gavino trovare la luce ci rende vittoriosi anche sull’inevitabile
tramonto della nostra esistenza.
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Pierluigi Seri Controluce 2010 ISBN 978-88-96421-12-3
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Controluce è composto da due
scritti: La strada era buia e Il sole splendeva alto. Essi
non appartengono a un genere letteraria specifico in quanto sono stati
ideati e scritti di getto, seguendo l’impulso creativo
dell’ispirazione senza soffermarsi su riflessioni di carattere
concettuale. Protagonista assoluto di entrambi è Zwolf, nome chiaramente
simbolico e di difficile pronuncia, personaggio, complesso e stralunato,
continuamente in bilico tra sogno e realtà, tra storia e fantasia, tra
immaginazione e concretezza. Le vicende che lo coinvolgono lo fanno
apparire sotto varie sfaccettature: ora comico e goffo, ora triste e
meditativo, ma in ogni caso egli è sempre al centro dell’azione. Gli
altri personaggi, gli avvenimenti, gli eventi storici costituiscono
soltanto lo sfondo, a volte sbiadito, a volte violento e drammatico, di
uno scenario prettamente esistenziale su cui campeggiano i ricordi, le
visioni, le contraddizioni e le riflessioni di Zwolf, in un crescendo di
immagini che, evocate dal profondo, assumono il crudo rilievo della realtà.
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Maria Bronzini
La leggenda del panpepato 2009 ISBN 978-88-96421-06-2
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Queste pagine nascono dalla fantasia di
Maria Bronzini e dall’unione di tre leggende, tramandate da chi è
vissuto nella pianura tra Colleluna e Valleantica. In questa valle sono
stati riportati alla luce i resti di un antico abitato: ed è ancora qui
che alcuni residenti sostengono che tali racconti possano risalire a tempi
remoti. Favole o storie, rimaste impresse nella memoria dei fanciulli dei
primi del ’900 e che oggi sono i nostri nonni. Attraverso la sua
affannosa ricerca l’Autrice desidera tramandare tali leggende,
raccontando ai più piccoli, e a tutti coloro che non le conoscono, le
origini del “panpepato”, tipico dolce natalizio della nostra città.
Il volumetto è felicemente illustrato da Vasco Brighi.
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Mimmo Scipioni
Una minestra di quinoa 2009 ISBN 978-88-96421-04-8
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Una minestra di quinoa è il primo
scritto di Mimmo Scipioni. L’autore riesce a rendere sulla pagina le
emozioni che lo legano all’avventura e lo spingono ormai da anni a
viaggiare in tutto il mondo. Il lettore viene trasportato sui sentieri
degli Inca, in Bolivia, alla scoperta di un volto diverso di quel Paese e
della sua gente. È un coinvolgente diario di viaggio, scritto in modo
semplice e diretto, che fa scoprire, attraverso gli occhi dello scrittore,
un paesaggio incontaminato e, soprattutto, le persone che lo vivono. È
infine la voce di una passione che si concretizza, che si anima e parla
all’uomo dell’uomo, delle sensazioni, delle idee, di un novo modo di
intendere il viaggio.
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Daniela Patumi
Gente di Collina 2009 ISBN 978-88-96421-02-4
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Daniela Patumi trova per caso, nella
soffitta di una casa di campagna di famiglia, delle lettere. Si
appassiona, le restaura, e si rende conto di avere un’opportunità unica
di sbirciare nel passato dei suoi antenati. L’estro la induce a
ricavarne un romanzo, arricchito di particolari: il vissuto della famiglia
Fiocchi si intreccia con la Storia, senza mai tralasciarla, ma
collegandola con le peripezie dei protagonisti e del paese di Arrone.
L’autrice, attraverso un’attenta e puntigliosa ricerca, ricostruisce,
in un’ideale linea del tempo che arriva fino ai nostri giorni, le
vicende dei suoi antenati, intrecciando sapientemente fatti reali e
inventati.
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Roberta Argenti
I Guardiani del Colosseo 2009 ISBN 978-88-87675-83-2
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Il diavolo va a spasso con il vento per le
strade di Roma e la passeggiata di uno studente distratto si trasforma in
un’avventura. Un antico imperatore sfida gli dei con la sua opera
grandiosa e un artista straordinario ci trascina al cospetto del gigante
Golia. La tranquilla visita di una scolaresca al museo viene sconvolta dal
frammento capriccioso di un’antica scultura, mentre il gioco di tre
ragazzi in una piazza di periferia si fa messaggio in codice per creature
extraterrestri. Sotto i piedi dei passanti si spalanca un mondo popolato
da esseri terribili; i Guardiani del Colosseo, nel silenzio di una lontana
notte stellata, ci riconsegnano la meraviglia della città eterna. Nove
racconti fantastici elaborano in modo inconsueto aspetti più o meno noti
dell’arte, della tradizione, della storia di Roma.
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Francesco
Anasetti
L'eredità dei templari 2009 ISBN 978-88-87675-86-3
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Un orrenda tragedia sconvolge la tranquilla
cittadina di Narni durante i festeggiamenti del Santo Patrono. Padre
Gaetano Merisi, ad un passo dallo scoprire dov’è nascosto il Santo
Graal, nel tentativo di proteggere il prezioso frutto di tanto lavoro
dalle mani avide dei cospiratori, perde tragicamente la vita. A indagare
sul delitto si troveranno la paleografa Rosa Continori e Davide Contra, il
cui prezioso contributo si rivelerà fondamentale per districarsi tra i
meandri dell’impenetrabile mondo della simbologia templare. Quale
misterioso disegno si cela dietro l’omicidio? Per sciogliere l’enigma
i due giovani indagheranno in quei luoghi in cui l’inquisizione perpetrò
i propri orrori e le proprie atrocità negli inquietanti sotterranei di
una città antica e misteriosa, cercando di decifrare quello che da tutti
è riconosciuto come il testamento dell’ultimo Templare. Dopo una lunga
serie di vicissitudini giungeranno in possesso delle “Tre chiavi dei
Priori” con cui apriranno il “Sacro Congegno”. Esso gli rivelerà un
prezioso manoscritto che nasconde inquietanti segreti che li trascinerà
indietro nel tempo di mille anni ai tempi delle crociate. E tra colpi di
scena, oscuri intrighi e personaggi insospettabili, riusciranno a
ricostruire la trama di una congiura che arriverà a coinvolgere alcune
cariche del Vaticano. Una vicenda ricca di suspanse che li porterà a
scoprire dove si trova il simbolo più alto di tutta la cristianità: il
Santo Graal.
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Vincenzo
Scasciafratti
Ritornare a capo 2009 ISBN 978-88-87675-89-4
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Questi componimenti sono stati prodotti
lungo un ampio arco di tempo, risalgono agli anni ’80 e ’90 e poi il
2001 e l’11 settembre, l’esplosione: lo sgomento e la rimessa in
discussione di tutto, nel pubblico e nel privato. Chi si accostai ai versi
di Vincenzo Scasciafratti percepisce un impegno che l’autore ha preso
con grande serietà prima di tutto verso se stesso e poi verso il resto
del mondo; le sue composizioni chiedono al lettore la stessa serietà e lo
stesso impegno. Si può definire un poeta dotto, ma la dottrina è per lui
linguaggio dell’esistenza, non solo dell’Arte. Codice per conoscere sé
stesso e il mondo.
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Jerry
Guacci
Dead - Donne e altre diavolerie 2009 ISBN 978-88-87675-91-7
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I versi di Jerry Guacci son un grido.
Inutile ricorrere a sofisticati strumenti critici per interpretarli,
inquadrarli, capirli. Sono versi diretti, pur ricchi di simboli e metafore
che “aprono” a una visione del mondo. L’“Io” che parla è il
fulcro di ogni pensiero. Un Narciso che si guarda allo specchio e conta le
cicatrici che la vita gli ha inferto. Così, avvolto nel proprio
compiaciuto dolore, l’autore non si stacca dalla propria immagine e,
valendosi di una solida cultura classica, finge di cercare una via di fuga
nel mettere in versi la sua esistenza infelice. C’è una nota che
percorre questi versi: la malinconia. Jerry Guacci non accetta il suo
destino e continua a gridare contro i suoi mali. Gridare il proprio dolore
non significa però, parlare del dolore. Cosa può importare agli altri
sofferenti la sofferenza di un loro simile? Essi vogliono che il dolore
sia rappresentato per potervi specchiare il proprio, scoprire una
comunanza e trovare sollievo.
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Simone
Macchiarulo
Coscienza in frantumi 2009 ISBN 978-88-87675-95-5 |
La poesia è per me un modo di guardarmi
dentro, attraverso di essa scavo nella mia coscienza cercando quelle
immagini che liberamente ne escono e che io riproduco a parole. La parola
è il centro di ogni mio componimento, deve essere il più possibile
semplice perché il nostro io più profondo non conosce la retorica, ma
nello stesso tempo non deve rinunciare a sviluppare appieno le sue
possibilità evocative. Questa interiorità rimane per lo più un mistero,
tuttavia in ogni poesia cerco di farne apparire un riflesso, uno scorcio
piccolo, ma preziosissimo, perché testimonia l’aspetto più intimo e
autentico della mia natura. Sto parlando di un mio personale percorso, che
si è andato sviluppando poesia dopo poesia, un anno dopo l’altro, e che
è in continua evoluzione. Un percorso frammentario che procede per
componimenti sostanzialmente autonomi, i quali però messi assieme formano
come una sorta di diario della mia coscienza così come essa ha viaggiato
ed è cresciuta attraverso le esperienze della mia vita.
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Manuela
Masciangelo
Nel tuo nome 2008 ISBN 978-88-87675-99-3 |
Ripartite in tre sezioni, le poesie rivelano
momenti fulgidi (sognando) tanto da inferire un senso di illusorietà;
altre (vivendo) in cui il legame pone il suo pragmatismo con
trepidazioni acute e dolenti; le ultime (viaggiando) ricordano
istanti che hanno armonizzato la complessità, l’indigenza, ma anche
l’amenità della relazione con l’interesse e la concitazione del
palesamento di nuove terre. |
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Corrado D'Astoli Parcheggio custodito 2008 ISBN 978-88-87675-70-2
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Parcheggio custodito è da
considerarsi una testimonianza della vita scolastica in un momento
piuttosto travagliato per la scuola italiana, in cui non mancano le
innovazioni, ma si trascurano purtroppo i valori di fondo che dovrebbero
formare i nuovi cittadini di domani. Anche le famiglie non sempre sono in
grado di comprendere ciò e riversano nella scuola, come in un grande
parcheggio, i loro figli, talvolta contribuendo solo in minima parte alla
costruzione delle complesse personalità dei giovani. Rimane così
all’insegnante una grave sensazione di solitudine, perché molto spesso
non compreso dai genitori che si aspettano chissà quali miracoli per i
loro ragazzi, dai colleghi che lavorano senza grandi scambi concreti,
presi solo dalla smania di raggiungere un loro personale obiettivo, mentre
la grande massa dei giovani che ci si trova di fronte evidenzia un divario
generazionale sempre crescente.
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Edmund Zimmerman
Division Symbol 2008 ISBN 978-88-87675-67-2 Testo in lingua inglese
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Edmund Zimmerman affronta un viaggio
complesso e ricco, attraverso tappe che appartengono a tempi e luoghi
diversi. Indaga la sensualità e affronta i sentimenti; indulge a
riflessioni raffinate; sperimenta culture diverse e gioca con i linguaggi
orchestrando consonanze. Ogni poesia è una conquista, l'affermazione di
un senso, una risposta, totale e sfuggente, che si offre tra parole, ritmi
e silenzi.
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Noemi Fogliano
C'è Bill in cucina 2008 ISBN 978-88-87675-66-5 |
Noemi
è un’adolescente che decide di aprire il suo cuore e di raccontarne le
fantasie e le emozioni. Come quasi
tutti i suoi coetanei, va a scuola, ha un gruppo di amici, coltiva i suoi
hobby, in questo caso la danza, con lo slancio e la speranza tipici della
sua età, ha simpatia per un suo compagno di scuola, Christian, che le
suscita i primi batticuori, e ha un’amica fidata, Ele, a cui confida le
paure e i pensieri più segreti... A rendere speciale Noemi e il suo
racconto è un sogno, un’immagine, una passione che la accompagnano
notte e giorno, un pensiero costante che le scalda il cuore, quello di
Bill Kaulitz, il cantante dei Tokio Hotel. Le giornate di Noemi
trascorrono, così, sulle note delle canzoni di Bill, e, con il sottofondo
della sua musica, lei cresce, vive la sua adolescenza e scopre tutte
quelle sensazioni che imparerà a chiamare amore. Questa breve narrazione
è il ritratto autentico di una giovane ragazza, non più bambina, ma non
ancora donna, che non ha paura di mettersi in gioco e ridere delle proprie
illusioni, insieme a una mamma amica che ne guida la penna e mette a
disposizione della figlia il bagaglio dell’esperienza, per avere con lei
uno scambio alla pari, senza remore e inibizioni, un colloquio che diviene
una sincera e ironica confessione a due.
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Istituto
Magistrale "F. Angeloni" Terni
uno, dieci, cento Fatati 2008 ISBN 978-88-87675-64-1 |
Ripercorrere l’itinerario artistico e
umano di Felice Fatati ha voluto dire anche rivivere un periodo della
storia di Terni segnato da un grande slancio economico, favorito dalla
riconversione delle Acciaierie da industrie belliche ad azienda capace di
produrre al suo interno elettricità, acciaio, cemento, combustibile…
Abbiamo iniziato il nostro percorso partendo dal medico, conoscendo il
Felice Fatati “infallibile nelle diagnosi”, nella convinzione che già
questo primo incontro forse ci rivelerà molto anche dell’uomo e
dell’artista perché Felice Fatati seppe sempre ricomporre in unità gli
aspetti molteplici della sua eclettica personalità, cosicché poté
essere contemporaneamente e compiutamente il “medico delle diagnosi
infallibili”, il “pittore delle emozioni”, “il poeta delle
immagini”.
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Carlo Alberto
Simonetti
Vicoli ciechi e usci 2007 ISBN 978-88-87675-46-7 |
Impossibilità
e possibilità. Due opposti complementari necessari per un’intima
evoluzione o bivio? Tutto
parte dal vuoto e dall’io. Eremitaggio intimo per una conoscenza globale
delle possibilità. Dal
punto di partenza filosofico del “conosci te stesso” queste poesie
viaggiano attraverso la consapevolezza dei limiti personali e li
scandagliano ora metaforicamente, ora realisticamente con la crudezza
necessaria di chi trasforma la disillusione in arma concreta per passare
dal piano del puro e semplice desiderio a quello dell’azione. La
carnalità del desiderio è così umana e allo stesso tempo così
consequenziale alla nudità, tanto da contemplare il sacro e il profano in
un unico piano. Le
parole si fanno semplici, si fanno quotidianità, si fanno ironia,
strumento indispensabile per non prendersi troppo sul serio e quindi
iniziare quel percorso di conoscenza che porterà all’unione degli
opposti (vicoli ciechi e usci) o alla scelta della direzione nel bivio.
Senza questa conoscenza l’amore diventa anoressico, l’amore diventa sì
un donare, ma un donare ciò che non si ha realmente.
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Franco
Cascianelli
Dalla terra dove i sorrisi non tramontano mai 2007 ISBN 978-88-87675-51-1
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“Cari Amici, anche questo viaggio nella mia lontana India ormai è alla fine. Porterò con me tutto quello che è passato attraverso i miei occhi, che rimarrà per sempre nel mio cuore e tra queste pagine. Anche quello che non ho detto e che è rimasto silenzioso tra le righe. Il mio bagaglio torna pieno dei racconti di viti di chi sa amare nonostante tutto, e il loro valore non conosce tempo e inflazione. … Pregherò affinché quel solco chiamato sorriso illumini sempre i nostri volti, e inizierò proprio da qui, dalla terra dove i sorrisi non tramontano mai”. F. C. |
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Vincenzo
Policreti
Il ladro e la verità 2007 ISBN 978-88-87675-48-1 |
Un ladro sorpreso sul fatto dai carabinieri dopo lunghi appostamenti, è finalmente arrestato. Una banale operazione di polizia? Macché! Risulta ben presto che il ladro è in realtà un padre di famiglia, bravo lavoratore, nonché il migliore amico dell’ignaro derubato, il quale non riesce a capire, così come non ci riescono i carabinieri, amici, avvocati e colleghi di lavoro. Solo il Dottore uno Sherlock Holmes della psiche, riuscirà, con tempo, pazienza e tanto acume, attraverso un’indagine appassionata a ricollegare i fili, assurdi eppure ferramente logici, che legano a questa vicenda un intero ambiente sociale, scoprendo infine la verità sotto le finzioni, le ipocrisie, i perbenismi di una non difficilmente riconoscibile cittadina di provincia. Prendendo lo spunto da un caso incredibile, eppure realmente accaduto, l’autore ci conduce gustosamente nei meandri mentali e spirituali dei suoi personaggi, lasciandoci il gusto di capire da soli quanto quegli stessi personaggi appartengano alla realtà e quanto alla sua immaginazione; e quali di loro, in definitiva, siano più riconoscibili e veri tra i primi e i secondi.
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Emanuela Antonini
Entropia d'amore 2007 ISBN 978-88-87675-47-4 |
Due storie vissute in epoche così distanti
da due donne così vicine. Greta e Ginevra sfidano la società per volgere
in positivo la propria vicenda esistenziale e mutare un’esperienza
dolorosa in un’occasione di crescita che rafforzi la consapevolezza di sé.
Il libro svela i momenti di una conquista di libertà, risalendo per i
fili sottili che sembrano ancora legare le donne del Medioevo a quelle del
Duemila: una condanna sociale nel vedersi negati diritti fondamentali, e
un’autocondanna nell’inseguire il mito dell’amore romantico per poi
ritrovarsi attorniate da una sfilza di Peter Pan. Quante “innamorate
folli” incontrano oggi il cavaliere senza macchia e senza paura, che poi
si trasforma in fuggitivo alla prima ombra di responsabilità? L’Amore,
“fiore prezioso della vita, sboccia quando si vivono forti emozioni.
Innamorarsi è un terremoto, che mette a soqquadro il cuore e l’anima,
un’occasione per aprirci alla dimensione magica del reale, un viaggio
metafisico, per entrare nel vortice di sentimenti che oltrepassano i
limiti che ci poniamo e del quale si esce arricchiti”, sostiene
l’autrice, la quale però ci ricorda in Entropia d’amore che
per vivere un vero rapporto amoroso serve il coraggio di affrontare la
realtà per quella che è; la realtà sociale, fisica, psichica e, perché
no? anche chimica. Ci vuole coraggio, appunto, quello che non è mancato a
Greta e Ginevra, né al cavalier Victor, volti di un’identità
profondamente libera, capaci di “dare e ricevere, amare e lasciarsi
amare”.
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Jerry Guacci
Diari immaginari 2007 ISBN 978-88-87675-41-2
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C'è un nodo irrisolto che sigla l'ultima
raccolta di versi di Jerry Guacci: un nodo contorto come se ne trovano
sugli alberi di millenni persi fra tanti nei boschi - ci si avvicina a uno
e lo si scopre diverso dagli altri perché quel nodo alla partenza di due
tronchi porta su di sé i segni irripetibili di una vita. Il senso ultimo
della poesia di Guacci sta nell’affrontare con paura tutta umana, ma con
il coraggio dell’intelligenza, il nodo irrisolto della propria vita che
è poi quello della vita di ogni uomo, quello che lo rende irripetibile e
diverso dagli altri pur perso, irrimediabilmente, nel bosco dell’oggi: Perché,
poesia creata dal talento, / che dentro porto, non ti muovi e vai / contro
la povertà che intorno sento? (Dalla Prefazione di Daniele Di
Lorenzi)
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Aurelio Di Fresco
Segno zodiacale Delfino 2007 ISBN 978-88-87675-42-9 |
In un mondo di libri dalle trame spesso tanto esili da faticare a reggersi sulle proprie gambe, e non di rado perdonati solo in virtù di una presunta novità stilistica o lessicale, ecco un’opera corposa, densa, appassionata e incredibilmente coinvolgente. Ecco una storia.Segno zodiacale Delfino è un libro complesso. Di una complessità che non è mai difficoltà di comprensione, non sfoggio erudito di nozioni per pochi, ma una qualità nobile e rara, che si concreta nell’alternarsi dei linguaggi, nella profondità dei temi affrontati, nella molteplicità dei personaggi, nello scandaglio attento delle passioni, nell’altalenante sommarsi e scindersi dei punti d’osservazione. Iniziato come un sogno ad occhi aperti di realtà nuove e favolose, il viaggio del protagonista non tarda a trasformarsi in una struggente e concretissima traversata nella diabolica sarabanda dei pensieri confusi. I propri. Quelli che solo la luce della verità e l’onestà della penna hanno il potere di dissipare.
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Elisabetta Rizzi
Tuttigiùperterra! 2007 ISBN 978-88-87675-45-0 |
Un mondo a metà strada con quello degli uomini, fatto di alberi in cerca di sé stessi o di un posto in cui piantar radici, e di pesci pronti a riconsiderare ogni cosa grazie a un oggetto misterioso scivolato giù dalla superficie marina. In questo mondo ci sono galli sospesi tra il desiderio di cambiare vita e la paura di farlo sul serio, foreste parlanti, statue che non sembrano statue e streghe buone dagli strani capelli. Ed è tutto, assolutamente vero. Qua, la magia del Natale e quella dell’abbraccio tra il verde e il blu della Terra riempiono i giorni e i polmoni di buono, e gli innumerevoli desideri di una farfalla volano più in alto delle montagne. Per le vie di questo mondo, dove ognuno spera di imparare a essere leggero a proprio modo e ha ben in mente la maniera in cui può essere davvero felice, è facile incontrare tartarughe senza guscio e conigli con valigie piene di niente, che chiedono solo di essere inseguiti, alla ricerca di sogni dimenticati o di qualunque altra cosa per cui valga la pena correre.
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Francesco
Menghini
I Racconti della Tuscia 2007 |
“Drammi, Drammoni, Drammetti” è il sottotilo, perché l’autore vuole
mettere in risalto il dramma (o la commedia) umana, tra il serio e il
faceto, un po’ ironico e un po’ commosso, tra il riso e il pianto.
Perché tali sono gli uomini, che si muovono fra miseria e nobiltà. Sullo
sfondo però c’è sempre la Tuscia, bella, misteriosa, affascinante,
dalla lunga storia, che egli descrive forse con enfasi, ma in modo
autentico e sentito. Anche i racconti all’apparenza fantastici rivelano
una oggettività immediata: sono la proiezione di una realtà in una sfera
irreale. Alcuni racconti, invece, sono veri, presi di prima mano
dall’autore, dei quali egli cerca di mantenere il sapore originale. E
scorrono davanti agli occhi del lettore, ovvero alla sua immaginazione,
paesaggi, personaggi tipici, di questa terra e fra un racconto e l’altro
fanno capolino personaggi minori, tipici e particolari; usi, costumi, modi
di vivere, mentalità degli uomini della Tuscia.
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Alessandro Borio
La guardiana di Ulisse 2006 |
Perché Ulisse Mantovani, angelo custode al suo primo incarico, sono state affidate dall’Eterno la guardiana Maria Merlo e la sua famiglia? Chi sono e che ruolo hanno nel mondo i guardiani e perché il maligno ha scatenato i suoi demoni contro di loro? E soprattutto, perché la guardiana affidata a Ulisse è malata di Alzheimer? |
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Cinzia Fioroni
Il sentiero dell'alba 2006 |
E’ una scrittura che discenda da un sentire profondo quello che Cinzia Fioroni ci propone, una scrittura che non ricorre al pathos a tutti i costi e che non rischia mai di farsi patetica, ma che è il frutto dell’incontro fra una sensibilità consapevole di sé e le cose. L’autrice incrocia gli sguardi del mondo e li ricambia con una freschezza e una vivacità accattivanti: ci trascina all’interno delle sue paure e dei suoi amori, delle sue gioiose fughe, delle sue ricerche. Siamo lì, nella sua voglia di bellezza e di spontaneità, nel suo tentativo di gettare le maschere che trasformano i nostri giorni in un deserto, nel suo desiderio di comprensione, nel timore di ritrovare occhi amati e non saperli più riconoscere, nella sua ricerca di sguardi autentici e complici che si offrano senza malizia e che non passino attraverso il filtro di occhi da adulto, da vetrina di notte, colorata, ma buia, ma che somiglino a quelli generosi dei bambini: come spazi aperti, in piena luce. |
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Manuela Masciangelo
Dolci memorie 2006 |
Le liriche di Manuela
Masciangelo si muovono sulle ali di una musica, rara, preziosa, animata da
un ritmo voluttuoso e inesorabile. L'autrice canta l'amore e i frangenti
vari e molteplici, per i quali e nei quali si esplica il libero gioco
della passione, il cui estinguersi viene a volto vissuto con languida
melanconia, sì da ritenerne comunque "dolci memorie", ma altre
è in grado di precipitare l'anima dall'"eliso"
all'"inferno del tormento".
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Viola Ghini La cantafavola 2006
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Perché la cantafavola? Viola Ghini ha voluto rivolgersi non a un pubblico infantile (...) ma a tutti coloro che, esausti per il ritmo frenetico della vita moderna, stanchi del mondo mediatico, vogliano trovare un momento da dedicare a se stessi per rituffarsi nel mondo mitico della propria infanzia e adolescenza, riassaporandolo. E' una breve storia del linguaggio cantilenante, ma anche ironico, che vuol far riflettere sulle varie vicende della vita, sulle sue amarezze, sulle sue contrarietà nelle quali non c'è spazio per rimpianti o negazioni. |
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Enzo Belia
Ecco la mia eredità 2006 |
Una rivisitazione del passato
che diviene testamento. Una lunga esperienza ci conduce attraverso il
Novecento, ai tempi dell'Italia agricola, del Fascismo, colto dallo
sguardo di un bambino, della guerra, della ricostruzione e del miracolo
economico, per poi portarci in Europa e nel mondo, visti con occhi curiosi
e voglia di avventura. L'autore "utilizza" letterariamente la
propria vita, con l'intenzionalità del dono, per riportarci alle nostre
origini e proiettarci in luoghi e situazioni che non abbiamo mai visto né
vissuto. Nel suo rapporto con la realtà si afferma una visione colma di
incanto per il miracolo della vita, per la bellezza della natura, per la
fragilità dell'esistenza. Dalle parole prendono corpo volti e persone,
che nella loro unicità, e spesso stravaganza, popolano il mondo dinamico
del quotidiano e degli affetti dall'autore, ma costituiscono anche lo
spunto per una riflessione sulla fugacità dell'esistenza, sul tempo che
passa.
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Rina Gatti
Stanze vuote. Prefazione Arrigo Levi 2006 |
La memoria dell’Autrice, che
ripercorre i momenti della sua infanzia e dell’adolescenza nel contesto
della vita contadina tra il 1925 e il 1940 circa, ci porta dentro la
cultura e il lavoro di una casa contadina, dispersa nella campagna
perugina, lontana dai centri abitati. Da un lato ritroviamo le pratiche
femminili (il parto, la cura dei bambini, i lavori di casa, il corredo, il
piccolo allevamento di pollame...); dall’altro le fasi agricole, come la
mietiture o la trebbiatura. Su tali scenari, la ragazzina che cresce viene
educata a diventare donna.
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Cristiano Donatelli
Chi ha ucciso il sergente Gray? 2006 |
Invitato a trascorrere un fine settimana presso la casa di campagna dell’ex maresciallo dei Carabinieri di Amelia Enrico Tedeschi, Pino Bandiera, noto pittore umbro, si trova suo malgrado coinvolto in un efferato delitto. Il luogo, l’arma, i personaggi e il movente ricordano sorprendentemente il cluedo, famoso gioco poliziesco da tavola, ma questa volta sul tabellone si muovono pedine in carne e ossa, e una di esse è disposta a tutto pur di sviare le indagini degli inquirenti. Vincere la partita sarà questione di vita… o di morte. |
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Marcello Marcellini
Selva dei Pini 2006 |
“… Più che all’altro capo del mondo Selva dei Pini sembrava situata ‘fuori’ del mondo. Almeno questa era la sensazione che provavamo noi studenti ricoverati in quel sanatorio. L’unico contatto con il mondo esterno era la corriera che si fermava davanti alla locanda di Checco. Per il resto ce ne stavamo tra noi nel nostro piccolo universo, pensando più alla vita che alla morte, perché a vent’anni, anche se malati, sarebbe stato comunque difficile accettare di dover morire…” |
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Mario Bevilacqua
Una stagione a Mormanno 2006 |
Storia d’amore ambientata a Mormanno. |
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Roberta Candio
Storia in rosso 2006 |
Una riscrittura moderna di una fiaba antichissima, complessa e fra le più popolari, affidata alla voce narrante e alla coscienza della protagonista. Storia in rosso. Cenerentola si racconta, mostra i conflitti interiori che ogni donna deve affrontare per realizzarsi come donna. L’autrice fonde la remissività della Cenerentola di Perrault con la capacità d’iniziativa della Cenerentola dei fratelli Grimm (dei quali recupera anche il finale censurato da Perrault), fino a farne le due pulsioni emotive principali di un unico personaggio, del quale descrive la crescita. Roberta Candio indica con sapienza razionale, e senza annullare la fitta rete simbolica della novella orale, un cammino verso la fiducia e la conquista di sé come persona, in cui, non solo le donne, ma ogni essere umano si può riconoscere. Qui, all’adulto, viene ricordato che l’incantesimo è possibile, poiché la fata è la voce dei nostri desideri, che vanno ascoltati perché non sono cattivi, come invece temevamo. Ecco che dopo duemila anni la stessa fiaba, ma rinnovata, ci mostra che il cammino verso la propria identità è un cammino antico. |
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Carlo Alberto Simonetti Racconti a quadretti 2006 |
Carlo Alberto Simonetti in questi suoi componimenti non ci propone una sua retorica o un approccio per concetti stucchevoli e muti, scultore della parola, non si arrovella freddamente su concetti, significati universali e logica stringente; egli è come chi si mette, umilmente, in ascolto dei suoni, degli echi, dei ritmi suscitati dagli accostamenti. Ci propone nel suo periodare poetico, con secca innocenza antintellettualistica, richiami, attraversamenti, audaci metafore che, se pur prendono le mosse dal contingente, sprofondano poi, in una dimensione atemporale in cui il presente si annulla, tutto a vantaggio del futuro e del passato. |
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Mario Bevilacqua
Marisa 2006
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Mario Gabassi
Un uomo nella tormenta 2006
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Un uomo nella tormenta è la storia di uno dei nostri soldati caduti durante la 2° Guerra Mondiale. Essa narra non tanto azioni belliche quanto le vicende, umane e personali, che opprimono Bruno, un giovane strappato alla sua famiglia, ai suoi cari e trascinato a combattere sui Fronti francese, albanese (dove sarà ferito) e infine russo, in cui troverà la morte. È un libro da leggere perché le vicende come questa narrata si verificano ancora oggi nel mondo: dalla riflessione su di esse ciascuno potrà trarre un insegnamento positivo. |
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Jerry Guacci
In tempo irreale 2006
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Ci sono realtà che vivono
attraverso i personaggi. Meglio: ci sono personaggi che rendono vive le
realtà. È infatti grazie alla loro testimonianza che il luogo prende
forma, si anima, divenendo spesso un tutt’uno con il personaggio. Se un
luogo è così come ci appare è perché dietro, in modo invisibile e
quasi misterioso, operano e hanno operato coscienze attive, consapevoli e
talora critiche. È quanto accaduto a una terra come il Salento, nutrice
generosa di personaggi che, sebbene a margine della storia (l’epopea
italica alberga altrove), sono riusciti a interpretare sogni, sofferenze e
attese di rinascita della loro terra e delle loro genti. Tra essi, un
posto di riguardo spetta al poeta Vittorio Pagano. Ed è proprio a Pagano,
un’intellettuale laico e moderno, e alla “lezione salentina” che
Jerry Guacci si ricollega con la raccolta In tempo irreale. Il risultato
è un coinvolgente tracciato interiore nel quale la parola, il suono e
l’immagine interagiscono, riuscendo a sviluppare una ricca sequenza di
sensazioni e di stati d’animo. La vita, il suo percorso talora tortuoso,
doloroso e imprevedibile, divengono protagonisti di una vicenda personale
che accomuna e nella quale il lettore finisce per identificarsi. |
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Sergio Rancani
L'uomo che amai 2006
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La vita di Arianna appare segnata dall’abbandono e dall’intima convinzione di non potersi permettere l’amore di un uomo. L’incontro con Javier, un “lupo vegetariano”, anche lui provato da tappe dolorose, apre nuovi orizzonti. Nell’intreccio di lettere e diario, i due protagonisti, muovendosi fra vecchie e nuove paure, fra speranze e disillusioni, scoprono che “privarsi dell’amore è il più atroce dei disinganni”. Il cuore di Arianna però è un’aquila ferita. Sulla spinta delle correnti ascensionali, vola ancora verso l’infinito… |
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Maria Rita Mattorre
Il tempo delle more 2005 |
Senza la pretesa di cogliere
la verità, i versi de “Il tempo delle more” lasciano trasparire il
senso pieno della bellezza della vita e la spontanea intuizione della
straordinaria dignità delle cose e dei pensieri più semplici. Un sentire
quotidiano ancorato alle tradizioni dà corpo alle parole e si nutre
dell’intelligenza dell’autrice, offrendo spazio a una riflessione sul
presente a tratti desolata, come nella considerazione delle guerre,
dell’abbandono o della malattia, a tratti confortante o divertente,
nella rilettura di quei valori della vita che sono propri di tutti i
tempi. |
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Saverio Minozzi
Vino e donne dal 1913. 2005
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Alle volte non combacia nulla, altre volte le cose succedono che sembrano pensate a tavolino. Calcolo delle probabilità diceva l’ingegnere. Non può andare sempre tutto di merda, diceva Fortunato. È la stessa cosa. Il resto è storia vecchia, fatta di vino da quattro soldi, divani sfondati, strade, vicoli, pozzanghere, puttane, panni stesi e arrotini, voglia di ballare, nazionali senza filtro, risate, riff di chitarra, racconti da osteria, mal di testa, e nessuna canzone d’amore, restando a guardare quello che rimane della notte. |
| Roberta Argenti
I segni ribelli 2005
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Roberta Argenti è riuscita a coniugare i “segni” del tempo, impressi nel cuore della città dell’acciaio, con la “ribellione” prodigiosa del racconto. Il risultato è rappresentato da otto storie fantastiche che narrano di universi rovesciati e preistorici, di mondi sommersi, di giganti, di piccole e scintillanti figure luminose, di fate e di sfingi. I “segni”, ben distinguibili, fondano la loro tangibile realtà nell’irreale e l’irreale diviene “mito”. Non è una semplice rilettura in chiave fiabesca della storia, ma un gioco letterario che attraverso la narrazione crea la storia e ci riconduce alla visione del sogno, inteso come atto ribelle, fuori dagli schemi. |
| Bruno Benedetti
Parole di sera... di mare... di sole 2005
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Le liriche di Bruno Benedetti possiedono una ricchezza espressiva fatta di “parole... eternamente nuove, e cadute giù dal cielo come stelle nell’agonia dell’anima a brillare nei nostri occhi”. Ed è usando i nostri occhi in primis quelli del cuore, e seguendo la nostra libertà e comprensione, che possiamo entrare nel mondo fantastico di ogni parola. I tre elementi, sera, mare e sole, che hanno fortemente influenzato e ispirato il poeta nella stesura dell’opera, rappresentano lo spazio e il tempo entro i quali sono nati e vivono tutti i suoi componimenti. | |
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Michele Pennoni
I Rospi 2004 |
Un giovane alle prese con degli strani rumori provenienti dal lavandino, un marito che fa il bilancio di sessantacinque anni di matrimonio, un amico divorato dai dubbi, un bambino non troppo felice di essere africano, un ragazzo che si guarda dentro e si scopre sfaccettato come un prisma. Questa l’umanità che vive nella pagine del libro. Personaggi diversi, eppure simili, perché accomunati dalla stessa amarezza, lo stesso cruccio, lo stesso rumore di fondo che rovina le giornate: il gracidare continuo ed estenuante di quei rospi tanto difficili da mandar giù. Rospi in tutte le accezioni della lingua italiana. Nei racconti rappresentano il rammarico per una relazione finita senza un motivo preciso, la rabbia per aver investito tempo in una causa persa in partenza, il sospetto di non aver creduto nelle proprie capacità. |
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Raffaella Clementi
Et voila! 2004 |
Ho fatto tredici! Non in senso totocalcistico, ma in quello letterario. Prevedere esattamente i risultati delle partite, delle nostre sfide quotidiane, anche secondo i migliori pronostici, è cosa assai difficile. Perché la vita è incostante, imprevedibile, incontenibile. E allora possiamo solo raccontarla. Ti racconto, quindi, tredici storie, lettore; storie fatte di libri, di caffé e di incontri. Storie che potrebbero essere la mia, la tua storia o quella di chiunque abbia un’indole incline all’immaginazione, tale da dipingere, su tela inventata, scene di vita, come fossero quadri in movimento. |
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Michele di Schino
Mai nel mio nome 2004
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In un certo momento della propria vita, improvvisamente e apparentemente senza motivo, un uomo prende in mano la penna per dare la sua “versione” di tutte le cose, dei valori, delle sue stesse vicende. La sua mente, nella foga di dimostrare le proprie ragioni, perde però sempre più ogni contatto con la realtà in favore di un mondo immaginario che è allegoria della società che lui amava, ma che lo ha definitivamente respinto. Solo così riuscirà ad essere completamente sincero con se stesso, e a rivelare, l’atto inconfessabile e insieme ridicolo che lo ha portato a narrare. |
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Settimio Bernrarducci
Sabino e Serapia 2003 |
Con questo volume nasce la Collana “Fiori di San Valentino”, una raccolta di storie e leggende riguardanti il Santo Patrono di Terni. Sabino e Serapia è, tra tutte, la vicende più amata dai ternani e la più universalmente nota. La versione offerta da Settimio Bernarducci muove dalla tradizione orale, alla quale diedero sostegno i ritrovamenti archeologici del 1911 presso le Acciaierie della Società Terni, per svilupparsi poi in una storia d’amore tra sogno e leggenda. |
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Aldo D'amore
Il cerchio di sabbia 2002 |
Un paladino con lo sguardo lungo di una tradizione provvista di terribile cinismo critico ma dietro lo scudo ininterrottamente piangente. Questo era il Giuseppe che transita stanco e vitale in queste pagine provvisorie. Partendo da un personaggio realmente esistito, un amico dell’Autore, il romanzo prende la forma di un viaggio onirico in una Palermo vissuta tutta in una notte, tra visioni, fughe e case di appuntamento. Un romanzo da leggere due volte, con l’attenzione del lettore e con la fantasia dello spettatore: messo il punto sull’ultima riga, tutta la storia appena raccontata viene ripercorsa solo per scene in forma di trattamento cinematografico, secondo la sceneggiatura proposta da Francesco Patrizi. Il lettore, a questo punto, viene invitato a diventare spettatore-regista e a sostituire ora la propria fantasia, la propria fucina di immagini, a quella dell’Autore. |
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Patrizia Nannini
Novellar de Narnia 2002 |
A Narni ogni via, ogni muro, ogni pietra trasuda storia e storie, comunque inscindibili, l’aria stessa sembra trasportare immagini di mondi ormai perduti. Coglierle è un attimo, quell’attimo che la brezza di maggio rende quasi palpabile, quell’attimo in cui sembra che presente, passato e futuro siano una cosa sola. Tutta la città, in occasione della “Corsa all’Anello”, indossa nuovamente l’abito medievale, tornando a essere la stupenda civitade del 1300: le bandiere e gli stendardi ornano logge e finestre, le torce bruciano sulle facciate e sui portali, le taverne riempiono le vie di suoni e odori a volte dimenticati. Come fare allora, in questo contesto, a non sentire di far parte della storia, di essere la storia? È così che nascono queste rappresentazioni, con queste motivazioni e, nel contempo, per questo stesso scopo, storia nella storia, fantasia nella fantasia, realtà nella realtà. Ogni Storia corrisponde a una “Giornata Medievale”, ricostruita dal Terziere di S. Maria nel corso di cinque anni di Festa, vale a dire 1995, 1996, 1997, 1998, 1999, gli anni di fine millennio. Esse sono riportate in ordine cronologico. |
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Gianni Natili
Memorie e sogni 2002 |
Gianni Natili rinviene tra i molteplici luminosi segmenti temporali i due che più gli consentono di esprimere la sua voce di poeta: “il rimpianto di ciò che non è stato” e l’inarrestabile andare che lo conduce alla fine del suo tempo terreno. Per un curioso ribaltamento dei sensi, questi due sentimenti generano in lui una inaspettata intuizione di piacere: da “ciò che non è stato” trae la voluttà d’immaginare “ciò che sarebbe potuto essere”; dalla corsa crudele verso la morte, l’ansiosa attesa di un ultimo appassionato abbraccio. Questo perché l’eros, con tutti i suoi infiniti abbandoni, intride i suoi versi: dall’autoerotismo che trasforma in amplesso l’effimera promessa di uno sguardo, alla stretta lussuriosa con l’unica-ultima sposa universale. Nei suoi detti e voci, Natili raccoglie come in un calice gli umori dei sensi, ma anche le lacrime più brucianti perché, se c’è un elemento naturale dove egli si rappresenta, è proprio nel fluire delle acque: lo scorrere del fiume, il tremare del mare, che sia luce o buio, le voci delle acque più diverse diventano una costante melodia che accompagna la sua visione. |
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Aldo D'Amore
Sciarada 2001 |
Racconti, romanzi brevi, elzeviri, riflessioni… il vasto ed eterogeneo materiale raccolto in Sciarada spazia dal piacere della narrazione alle considerazioni sui nostri tempi, ma in esso non cessa mai di pulsare un sentimento etico imprescindibile, l’impegno, la lucidità, la critica, la ragione. Quella di Aldo D’Amore è una scrittura “a forma di radice” che si estende, si dirama, seguendo un’immaginazione libera e iconoclasta, alla maniera dei surrealisti o del marchese De Sade. L’Autore non perde mai di vista l’interlocutore e lo implica in un gioco di rimandi, di provocazioni, tesse una tela di ragionamenti, di prese di posizione, di storie d’amore e di contemplazioni estatiche. L’interlocutore è una presenza che non viene mai meno, l’Autore si rivolge sempre a qualcuno, il dialogo – requisito fondante della politica – è non solo l’incipit creativo, ma anche la stessa raison d’être della sua scrittura. Il lettore di Sciarada è già in partenza, nei presupposti della scrittura, intelligente, e sta al gioco. In ogni riga si avverte questa alleanza implicita, questa stima per chi legge, questa fiducia e questa lealtà. |
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Quintino Rozzi
La faccenda "Cabeza Pelada" 2001
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Siamo di fronte ad un’opera composita e articolata che prende spunto dalla prosa contemporanea italiana e straniera; un romanzo ai confini con il giallo. L’Autore fa muovere i suoi personaggi in un mondo a metà strada fra il serio ed il faceto dove tutto è lecito e nulla è mai scontato. In modo avvincente il lettore si districa fra alterne vicende fino all’agognato capovolgimento finale. |
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Armando Rossini
Ovidio 2001 |
Ovidio, il poeta che dai miti antichi trasse mille personaggi immortali, diventa a sua volta personaggio in questo libro di Armando Rossini. L’Autore, infatti, fa muovere e agire il poeta nel tempo e nei luoghi della sua esistenza, riuscendo in tal modo a restituire al suo spirito imperituro voce e aspetto fisico. È un’emozione intensa, per chi ama il cantore dei “teneri amori”, ripercorrere l’alterno cammino della sua vita, dalla quiete della campagna sulmonese al fasto di Roma e poi, tragico epilogo, all’umido squallore di Tomi. Di Rossini, il lettore avrà modo di apprezzare non solo la profonda cultura classica, in virtù della quale viene ricostruito con molta verosimiglianza l’ambiente culturale, politico e sociale del periodo augusteo, ma anche l’abilità nel gestire la trama dell’opera, così da creare un tessuto narrativo di prim’ordine. |
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Eraldo Giulianelli
...ma quante storie 2001 |
… Ma quante storie! È come un gioco: un modo un po’ diverso di raccontare i fatti e i personaggi che la storia l’hanno fatta. Siamo in presenza di una colorita carrellata di fatti e personaggi a tutti noti, che assumono però, in questo contesto, caratteri più stravaganti, più umani. È un divertimento che si ispira al più puro senso dell’umorismo, dal distacco spietato dalle “verità” così come le conosciamo in una parodia dissacratoria che non rispetta nessuna tradizionale idea che ci è stata trasmessa nel tempo. L’opera si articola in quattro sezioni: ognuna dedicata ad un preciso periodo storico: il periodo biblico, il periodo classico, il Medioevo, il periodo moderno. Ogni sezione è suddivisa in singoli componimenti in riferimento ai fatti e ai personaggi che per l’Autore hanno lasciato un’impronta significativa. |
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Franca Giffoni Mosca
La chiave della nonna 2000 |
La chiave della nonna è in primo luogo una metafora che, poggiando su una esperienza personale dell’Autrice, sta a dirci che attraverso la fantasia e la creatività apriamo le porte della libertà. Per altro verso lo scritto, che raccoglie dense pagine autobiografiche, in cui domina la figura della nonna materna, è anche una raccolta di storie, di fiabe e fantasticherie che hanno alimentato la formazione dell’Autrice in forma singolare. Il libro vuole infine essere un’occasione di riflessione sul rapporto giovani-anziani e sul recupero di un ruolo insostituibile dei nonni nei processi educativi. |
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Fabrizio Laurentaci
Castelli di paglia 2000 |
Romanzo ambientato nel mondo professionale della danza poco noto nei suoi risvolti quotidiani, ricco di fascino e disumanità. La storia di un amore fa intrecciare questo universo con quello della radio, creando situazioni cariche di emozioni e di suspence. Classico lo sviluppo, felice la scrittura sempre attenta e preziosa. |
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Gian Franco Cruciani
Mio zio Agenore 2000 |
Questo volumetto rappresenta
una vacanza dell’Autore, un tentativo di colorare più vivacemente la
propria vita intellettuale usando una tavolozza composta attingendo a
piene mani da decenni di quotidianità, restituita nei più diversi
linguaggi e quindi più ricca di quella che la sua attività di
ricercatore nel campo della drammaturgia e della storia della medicina,
gli fornisce abitualmente. La prova, secondo l’Autore, è andata a buon
fine, poiché scrivendo s’è divertito ed è riuscito a vedere come in
un caleidoscopio ciò che lo circonda. Se poi l’immagine che ne risulta
sia stato in grado di trasferire sulla carta, sarà il lettore a
stabilirlo. |
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Allegra Rossignotti
Baia del silenzio 2000 |
Baia del silenzio si gioca sulla sottile contrapposizione che si delinea via via nei due protagonisti, Anna e Francesco, tra i silenzi consapevoli dei due, quelli dei paesaggi, dei luoghi della memoria, del non detto voluto, e sulle voci del dialogo interiore, del colloquio a distanza, della rivelazione sofferta. Sul fondo, con maggior e minor evidenzia, sostano per qualche tempo gli amici dei due protagonisti, tutti uniti nel medesimo clan e le persone nuove che entrano nella vita di Anna dopo il trasferimento a Roma. A sostenere l’ordito di una vita è la sua memoria che, irrobustita dagli anni, è in grado di dipanare i fili della matassa emotiva che hanno aggrovigliato la sua esistenza |
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Fiammetta Felici
La casa azzurra 1998 |
Sette persone, per le feste di Natale, si riuniscono a casa di un anziano professore di filosofia, Enzo, il narratore della storia. Sua nipote lavora a un’inchiesta sui fenomeni parapsicologici. Le vicende si snodano sul filo del mistero, dell’umorismo e dei ricordi. Il romanzo è il frutto di un’accurata documentazione e di un’inchiesta radiofonica sulla sensitività e sulle dottrine esoteriche, condotta dall’Autrice nel 1982-83, sulla base di testimonianze dirette; rientra, pertanto, nella corrente di pensiero detta New Age. Ogni capitolo apre una porta sull’ignoto, sull’insondabile, su quella dimensione che il progresso scientifico non è ancora riuscito a spiegare, né a cancellare e ogni porta spalancata si affaccia su altre cento ancora sbarrate. Il libro non fornisce risposte preconfezionate e dogmatiche, offre bensì spunti di riflessione sull’uomo, sul suo universo mentale, sulla sua stessa esistenza. |
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Francesco Franceschini
Paspartù 1998 |
Un amore acerbo e senza parole, un treno pieno di memorie, un desiderio di immortalità, le ultime righe prima di un addio, i delitti di un fantasma egizio, i rimbrotti di un personaggio al proprio autore: racconti intessuti di deliziose trame che invitano ad andare oltre le porte della fantasia desiderata e temuta. Dal palcoscenico di questo libro recita tutto un mondo di personaggi romantici e grotteschi, terreni e ultraumani, che si dibattono in esistenze comuni e al contempo uniche, alla ricerca di una via per la dimensione “sentimentale” del vivere. Un libro da leggere e rileggere per assaporare uno stile che, di pagina in pagina, è ironico, toccante, irresistibile e che rimane coinvolgente e appassionato fino all’ultima riga. |
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Pietro Pulcini
Errare umanum-est 1999 |
È un’opera piena d’inventiva, una scanzonata riflessione sul linguaggio e i modi di dire: l’Autore li decostruisce mettendone a nudo l’ambiguità e la ricchezza polisemantica e polifonica (rime incluse). Una vera e propria scorribanda nei meccanismi della lingua; una sorta di loro radiografia in un concatenarsi di “perché”. Le parole si rincorrono, rimbalzano, si contaminano, si scompongono e ricompongono in un gioco logorroico e dissacrante, anche nei contenuti. Alle sbarre finiscono lo Stato, le tangenti e l’emergenza anziani, l’inquinamento, il buonismo e i rapporti sessuali/amorosi. |
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Luca Labarile
Fatima Blus 1999 |
Odrei, una ragazza straniera, piomba con l’auto in panne in un paese del profondo Sud, facendo esplodere nell’angusto spazio di un’officina meccanica una complicata dinamica di conflitti e di attrazioni reciproche. Il collaudo dell’auto accende la vita, apparentemente immobile, di tre meccanici. Il viaggio notturno, sulle note ritmate di John Coltrane, diviene, in realtà, un percorso verso una maggiore presa di coscienza di sé, e di sé con gli altri. In un attimo, le vite dei protagonisti si dilatano a una percezione più profonda del sentire, si incontrano come non mai, scandite dal duettare dei pistoni con il sax. Una traccia indelebile resta nel loro destino, una più matura consapevolezza della vita. |
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Lisa Quadro
Geometrie dell'anima 1999 |
È lui, il sentimento più discusso e rappresentato, l’amore, l’incontrastato dominatore della scena di Geometrie dell’anima. Ma cosa succede se tra le sue varianti compare quella ideata da un creativo professionista? Se questi decide di condire con il pepe la sua relazione matrimoniale, avventurandosi in un triangolo che soddisfa anche la moglie? L’Autrice racconta una sorta di parabola sulla libertà dalle ipocrisie del conformismo, ponendo al centro il rispetto dei desideri e della volontà di capire e capirsi. E lo fa in modo fluido, sentimentale e stuzzicante. |
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Alessia Pieroni
La storia di Davide 1999 |
Dentro la storia di un’amicizia tra due ragazze ne è racchiusa un’altra narrata con un linguaggio fresco e creativo: La storia di Davide, della sua magica e luminosa apparizione e della sua repentina scomparsa. Ha un lieto fine singolare, perché Davide, in realtà, è per gli altri una stella; cometa o polare che sia, resta a guidare il cammino, segna la via. E così la vicenda diviene romanzo di formazione, racconto di un processo di crescita in cui non mancano i momenti bui. L’Autrice, alla sua opera prima, rende, con una prosa curata, la vivacità e la sensibilità tipiche dell’adolescenza, di chi crede nei sogni, nelle lacrime, nelle stelle e ... in chi crede. |
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Guerrino Primi
Il prigioniero 1998
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L’Autore rievoca gli anni della seconda guerra mondiale, regalandoci uno spaccato della nostra storia attraverso le vicende del soldato Nori, un giovane operaio animato da sentimenti patriottici. La sua vita si divide tra il fronte, la prigionia in America, e l’espatrio in Svizzera, ma a fare da cornice sarà, in particolar modo, il piccolo paese di Anorre, rappresentato dai suoi personaggi più caratteristici: dal vetturino al locandiere, dal curato al mugnaio, che dipingono un quadro divertente e nostalgico della vita della povera gente di allora, esponente di quella società contadina e operaia, così schietta, spontanea e genuina. Ma è soprattutto il romanzo di un amore contrastato e sofferto, di un cuore diviso a metà tra due fanciulle, che solo alla fine riuscirà a far luce sui propri sentimenti. La descrizione delle passioni si riveste di un linguaggio innocente, quasi pudico e pone in risalto il candore dei costumi e l’ingenuità fuori moda dei personaggi. Se da un lato coinvolgono le vicissitudini dei duri anni di guerra e l’accattivante esposizione delle usanze della gente del paese, dall’altro il romanzo intriga per la sua trama amorosa, fulcro dell’intera vicenda, che lo rende sempre fresco e attuale. |
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Rolando Teofoli
Il romanzo della mia gente 1998 |
È il romanzo di una civiltà passata, quella contadina, e del suo scomparire sotto l’incalzare dell’industrializzazione e della nuova società tecnologico-scientifica. I profili di nonno Checco e nonna Mariuccia, di zio Antonio e zia Luciola si delineano sullo sfondo di eventi quali il primo conflitto mondiale e la guerra di Tripoli o di episodi locali, come il ciclone del 1907, e soprattutto di mutamenti epocali relativamente lenti e meno noti ma non per questo meno rivoluzionari (come la legge sulla cessione di parte delle proprietà della Chiesa allo Stato). Il percorso di industrializzazione viene narrato a partire dalle conseguenze della nascita dei primi stabilimenti ternani delle Acciaierie. |
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Iva Baldi Palmerini
Un ricordo tira l'altro 1998 |
Una rievocazione elegiaca di vita vissuta, un rimembrare pervaso di sentimento. L’Autrice parte da sé, dalle proprie radici, dalle vicende dei nonni e della sua giovinezza. Restituisce intatto l’incanto di un’esistenza povera di mezzi ma ricca di valori, fondata sul senso dell’amicizia e della collaborazione, sulla fedeltà ai propri ideali e sulla dedizione al lavoro, sulla capacità di adattarsi conservando sorriso e affetti nonostante i sacrifici e le sofferenze. In una sorta di archeologia della memoria vengono rievocati abitudini, tradizioni e valori affinché non vadano perduti, poiché costituiscono una preziosa eredità. |
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(a cura di) Centro di Studi
Storici di Terni
San Valentino. Melodramma 1998 |
Nel San Valentino
vengono narrate la predicazione e il martirio del Santo secondo gli schemi
classici del teatro religioso secentesco. Il testo è diviso in due parti
precedute da un “argomento storico” nel quale viene inquadrata la
figura di Valentino e viene anticipato il contenuto del dramma. Cinque
personaggi ai quali è affidata l’azione, accompagnati da un coro di
idolatri. Classici lo schema e l’impostazione, ma ci sembra che una vena
di sincerità e di sentimento percorra i versi al di là degli stereotipi
delle situazioni e dei personaggi. |
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Altoforno
Ternitudine 1997 |
Il dialetto a Terni, da Miselli in poi, è stato quasi sempre intimista e consolatorio, non uno strumento eversivo, piuttosto una autorappresentazione del popolino come lo vedevano le classi colte. Gli Altoforno approdano al vernacolo, il dialetto dell’oggi, alla lingua parlata che, data la loro giovane età, non può essere che lo slang delle periferie metropolitane. Essi sono i cantori di una ternanità da tener presente anche se non c’è più e di una ternanità che forse sta rinascendo pure se in forma diversa. Una ternanità che, distrutta la vecchia e non formatasi la nuova, al momento è soltanto “ternitudine”. |
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Quintino Rozzi
Aspettando il futuro 1996 |
La fantasia, per nulla statica, di Quintino Rozzi descrive la forza eroica dell’amore, inteso come principio di speranza e vita. Diversi gli espedienti artistici che l’Autore usa, dalla favola al romanzo breve, per comunicare un’immagine del futuro lontana dal pessimismo. Rozzi, padrone di uno stile visionario che a volte sfiora i modi espressivi di Richard Bach, anima il tessuto letterario delle proprie novelle creando sentimenti luminosi che sono profezia di gioia e, intanto, i sogni attraversano leggeri lo spazio di carta per fare musica delle parole e ornare le pagine con melodie narrative, pervase di sole. |
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Gerardo Serravalle
E avanzò La Notte 1996 |
Un romanzo di spionaggio che non si lascia dimenticare. Gerardo Serravalle con scaltrezza dosa le proprie grandi risorse letterarie, costruendo una trama che svela un mondo insospettato di traffici illeciti e congiure terroristiche. Le armi prodotte in Italia vengono illegalmente vendute all’OLP e alle Brigate Rosse: da qui, con l’aiuto di uno stile corposo che rende agile e serrato il racconto, prende l’avvio una vicenda mozzafiato che coinvolge il Servizio Segreto Italiano, il Mossad, il KGB, le “Spose di sangue” sciite, onorevoli e Presidenti del Consiglio in un frenetico succedersi di eventi, sino al finale di emozioni violente, nel quale si denuncia la meschina verità dei nostri tempi, macchiata di scandali, intrighi politici e indegni giochi d’interesse. |
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Simona Pesciaioli
Gregorovius 1996 |
Il gatto Gregorovius racconta
la storia della sua giovane padrona, una donna piena di quelle fobie che
il nostro tempo ci regala, e che lei vive in maniera esasperata. Il gatto,
testimone del disagio esistenziale, degli scoppi di allegria o degli
attacchi di panico della sua padrona, ne narra con affettuosa ironia il
passato, gli amori, i sogni e le paure. Dove lei non è riuscita, riesce
lui, che scruta, capisce, parla perfino: un po’ sfacciato, a volte
odiosamente sincero, colpisce a fondo rivelando le piccole e grandi
angosce della sua compagna. Ma non c’è acredine fra i due, bensì un
armonioso rapporto di comprensione: gli occhi miopi della protagonista
incontrano quelli azzurri di Gregorio, in una perfetta intesa che svela i
segreti della specie. |
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Renato Brogelli
Il mestiere di far ridere. 1995 € 25,82 |
“A Terni parlare
di teatro dialettale equivale a parlare di Renato Brogelli”. L’amore
incondizionato del pubblico per le sue commedie è senz’altro dovuto
all’accorta ed esperta tecnica di sceneggiatura, con la quale amministra
situazioni e trame. Alla sapienza d’autore brillante, egli è poi capace
di sottendere un’ironia pacata (sorriso malinconico della sua saggezza)
che redarguisce gli ingenui peccati di un mondo paesano. Ma la sua critica
non eccede mai nella violenza dell’accusa, mai esagera i toni per
assumere l’accorato disprezzo della satira, perché l’ironia lo guida
infallibilmente ad un perdono birichino e scanzonato. |
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Bruna Garofoli
I sentieri del silenzio 1995 |
Ispirato a un fatto accaduto
in Sardegna sul finire del 1800, il romanzo narra le vicende di un giovane
il quale, deluso nelle sue aspettative di giustizia, vendica la morte del
fratello divenendo latitante prima ed emigrante poi. Sardegna e Messico si
mescolano nella vita di Gavino, nonostante gli sforzi per obliare il
passato che, tempestoso, irrompe nel presente di suo figlio Sauro,
portando con sé l’ombra di un amore incestuoso. Il mare, veicolo di
silenti dialoghi, riporterà le nuove generazioni in Sardegna. Nel
misterioso ambiente dell’isola, ripercorreranno l’esistenza dei
genitori attraverso il ricordo degli anziani, cammineranno su sentieri
dove il tempo ha scolpito simulacri di verità, dove la follia di una
mente riannoderà i fili scientemente tagliati, ricucendo i lembi di
antiche ferite. |
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Renzo Zuccherini
Fiori di San Valentino 1994 |
Il tema dell’amore è un
filone vitalissimo e ricco di espressività, che percorre tutte le nostre
tradizioni poetiche, da Terni a Perugia, da Spoleto a Città di Castello,
da Gubbio a Orvieto a Todi a Foligno a Magione a Bevagna... È un tema che
affonda le proprie radici nel canto popolare e a cui si riallacciano gli
autori del passato, i “classici” della poesia dialettale umbra, così
come i poeti di oggi, gli autori dialettali moderni delle nostre città;
tutti si mostrano capaci di offrire la più ricca gamma di sentimenti e di
sfumature: dalla tenerezza alla sensualità, dall’idillio alla passione,
dagli affetti familiari all’amore per gli animali e la natura. Ecco
dunque questi fiori, che i poeti umbri ci regalano nel nome di San
Valentino, il santo ternano, umbro ed ormai internazionale, che
all’amore (nel senso più alto) ha saputo offrire la vita. |
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Ilo Mariotti
La valigia di Cartone 1989 |
L’opera racconta la vita, le
riflessioni e le ansie, i progetti di un giovane studente lavoratore che
si affaccia al futuro iniziando il cammino verso quel nuovo mondo che è
la città, organismo ricco di possibilità ma anche di nuove
contraddizioni e amarezze. Gli anni sono quelli terribili dal 1930 al
passaggio del fronte nel 1945. Il racconto, in parte autobiografico, in
parte narrativo, corre piacevole ed avvincente lungo 15 episodi che
descrivono eventi, personaggi, usi, viaggi spaziando dalla famiglia alla
comunità di Capitone, alla più vasta realtà sociale di Terni e Roma. |