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L'ANGOLO
DELLE OCCASIONI
Spese postali di
spedizione € 6,00 |
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Venanzino
Venanzi
Com'eravamo pp.
208 |
Com’eravamo
– Polino: storie, racconti, poesie e leggende, è la storia di
un paese, della sua nascita e della sua evoluzione attraverso i secoli, in
una descrizione sospesa tra verità e fantasia popolare. È il ritratto
spontaneo, coinvolgente e sincero del microcosmo a cui l’autore
appartiene, di una piccolissima realtà miracolosamente capace di
contenere nella loro interezza centinaia di vite per decine di secoli:
uomini e donne di epoche diverse con le loro speranze e il loro duro
lavoro, con le gioie e le delusioni, gli amori, l’odio, la fatica e il
sollievo, la fede, l’amicizia, l’invidia, la passione, la morte.
Niente è escluso. |
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Simone Macchiarulo
Coscienza in frantumi pp. 144 |
La poesia è per me un modo di guardarmi dentro, attraverso di essa scavo nella mia coscienza cercando quelle immagini che liberamente ne escono e che io riproduco a parole. La parola è il centro di ogni mio componimento, deve essere il più possibile semplice perché il nostro io più profondo non conosce la retorica, ma nello stesso tempo non deve rinunciare a sviluppare appieno le sue possibilità evocative. Questa interiorità rimane per lo più un mistero, tuttavia in ogni poesia cerco di farne apparire un riflesso, uno scorcio piccolo, ma preziosissimo, perché testimonia l’aspetto più intimo e autentico della mia natura. Sto parlando di un mio personale percorso, che si è andato sviluppando poesia dopo poesia, un anno dopo l’altro, e che è in continua evoluzione. |
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Aldo
D'Amore
Sciarada
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Racconti, romanzi brevi, riflessioni… il vasto ed eterogeneo materiale raccolto in Sciarada spazia dal piacere della narrazione alle considerazioni sui nostri tempi, ma in esso non cessa mai di pulsare un sentimento etico imprescindibile, l’impegno, la lucidità, la critica, la ragione. |
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Leonardo
Carloni
Energie pulita per le future comunità. pp.
128 |
Questo
saggio è un’analisi attenta e critica, non solo sulle fonti
energetiche, ma anche sulla dimensione etica insita nella necessità di un
controllo da parte della collettività su tali risorse, limitando lo
strapotere di pochi: esistono delle questioni, quale quella energetica,
che non possono essere delegate alle logiche del massimo profitto, ma, pur
rimanendo all’interno di un liberalizzato mercato produttivo, devono
essere riportate al principio di “bene comune”. |
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Lucia
Manolescu
Vite intrecciate pp.
344 |
Questo
racconto ha come base dei fatti veramente accaduti, tristi ma non più
della realtà, che non sempre viene superata dalla fantasia. Tra l’altro
a tutti piace giocare un po’ con la fantasia, e quando essa si incontra
con la realtà possono venir fuori dei racconti come questo. Vite
intrecciate, prevalentemente, è scritto per le donne, rispecchia un
passato e un futuro del loro mondo. |
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Pietro
Pulcini Errare
umanun-est
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È un’opera piena d’inventiva, una scanzonata riflessione sul linguaggio e i modi di dire: l’Autore li decostruisce mettendone a nudo l’ambiguità e la ricchezza polisemantica e polifonica (rime incluse). Una vera e propria scorribanda nei meccanismi della lingua. |
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Raffaella
Clementi Et voila!
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Ho fatto tredici! Non in senso totocalcistico, ma in quello letterario. Prevedere esattamente i risultati delle partite, delle nostre sfide quotidiane, anche secondo i migliori pronostici, è cosa assai difficile. Perché la vita è incostante, imprevedibile, incontenibile. E allora possiamo solo raccontarla. Ti racconto, quindi, tredici storie, lettore; storie fatte di libri, di caffé e di incontri. Storie che potrebbero essere la mia, la tua storia o quella di chiunque abbia un’indole incline all’immaginazione, tale da dipingere, su tela inventata, scene di vita, come fossero quadri in movimento. |
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Iva
Baldi Palmerini
Un ricordo tira l'altro
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Una rievocazione elegiaca di vita vissuta, un rimembrare pervaso di sentimento. L’Autrice parte da sé, dalle proprie radici, dalle vicende dei nonni e della sua giovinezza. Restituisce intatto l’incanto di un’esistenza povera di mezzi ma ricca di valori, fondata sul senso dell’amicizia e della collaborazione, sulla fedeltà ai propri ideali e sulla dedizione al lavoro, sulla capacità di adattarsi conservando sorriso e affetti nonostante i sacrifici e le sofferenze. |
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Patrizia
Proietti Ancora
una, mamma!
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Un’occasione,
ancora una, per genitori e animatori, di soffermarsi con i bambini sui
temi di sempre: il bene e il male, l’amicizia, il rispetto dei beni
terreni, la diversità, i sogni, l’amore. Un ulteriore stimolo per far
loro compagnia nei percorsi della fantasia, nei pensieri in crescita,
abituandoli a “leggere” la realtà nella sua veste migliore, in modo
da affrontarla con ottimismo e conservare nel tempo il gusto di
reinventarla. |
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Sergio
Ercini
Il poeta la morte e il giovane pp.
224 |
Il 12 settembre del 1919, Gabriele D’Annunzio, nelle vesti di soldato, entrò a Fiume con 2500 uomini e proclamò l’annessione della città all’Italia. Tra questi uomini c’era Léon Kochnitzky, un giovane poeta belga, che fu lo spettatore ammirato dell’impresa fiumana e divenne il giudice di quel fuoco che si esaurì in faville e poi in grigia cenere. Il libro di Sergio Ercini si riferisce a questi fatti e a questo personaggio nella forma che il caleidoscopio dà alle cose, muovendo il racconto con citazioni, con immagini, con bianchi, nel cannocchiale del secolo ventesimo. Per D’Annunzio, Fiume ritualizzò una danza di fronte alla morte, per il lettore del libro di Ercini tale danza può diventare il rito totale del Novecento. Questo secolo è lo scenario in cui il protagonista Léon Kochnitzky fa un’apparizione, cercando fratelli, in mezzo a una società di massa. La sua figura emerge della pagine come quella di un eroe che si giova della propria giovinezza per portare sulle spalle il vecchio poeta D’Annunzio. |
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Mario Gabassi
Un uomo nella tormenta pp. 184 |
Un uomo nella tormenta è la storia di uno dei nostri soldati caduti durante la 2° Guerra Mondiale. Essa narra non tanto azioni belliche quanto le vicende, umane e personali, che opprimono Bruno, un giovane strappato alla sua famiglia, ai suoi cari e trascinato a combattere sui Fronti francese, albanese (dove sarà ferito) e infine russo, in cui troverà la morte. L’autore non prende posizione, non si schiera; si limita a narrare i fatti: il dramma di Bruno, della moglie, della figlia e di suo fratello Alfredo. È un libro da leggere perché le vicende come questa narrata si verificano ancora oggi nel mondo: dalla riflessione su di esse ciascuno potrà trarre un insegnamento positivo. |
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Aldo
D'amore
Il cerchio di sabbia
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Un paladino con lo sguardo lungo di una tradizione provvista di terribile cinismo critico ma dietro lo scudo ininterrottamente piangente. Questo era il Giuseppe che transita stanco e vitale in queste pagine provvisorie. Partendo da un personaggio realmente esistito, un amico dell’Autore, il romanzo prende la forma di un viaggio onirico in una Palermo vissuta tutta in una notte, tra visioni, fughe e case di appuntamento. Un romanzo da leggere due volte, con l’attenzione del lettore e con la fantasia dello spettatore |
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Franca
Giffoni Mosca
Antiquae Historiae Interamnensium pp.
120 |
Il libro di Franca Giffoni Mosca è un testo di ascolto intenso, di recupero di antiche vicende che meritano di essere conosciute perché di grande interesse umano, oltre che politico e sociale. La conoscenza delle tradizioni consentirà agli Interamnenses di oggi, di sentirsi partecipi con maggiore consapevolezza di quella stirpe antica, originaria, che pure attraverso tante difficoltà ed ostacoli è riuscita a radicarsi sul territorio compiendo un difficile cammino di progresso nel corso dei secoli. |
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Quintino
Rozzi
La faccenda "Cabeza Pelada" pp.
160 |
Siamo di fronte ad un’opera composita e articolata che prende spunto dalla prosa contemporanea italiana e straniera; un romanzo ai confini con il giallo. L’Autore fa muovere i suoi personaggi in un mondo a metà strada fra il serio ed il faceto dove tutto è lecito e nulla è mai scontato. In modo avvincente il lettore si districa fra alterne vicende fino all’agognato capovolgimento finale. |
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Francesco
Menghini
I racconti della Tuscia pp.
208 |
“Drammi, Drammoni, Drammetti” è il sottotitolo, perché l’autore vuole mettere in risalto il dramma (o la commedia) umana, tra il serio e il faceto, un po’ ironico e un po’ commosso, tra il riso e il pianto. Perché tali sono gli uomini, che si muovono fra miseria e nobiltà. Sullo sfondo però c’è sempre la Tuscia, bella, misteriosa, affascinante, dalla lunga storia, che egli descrive forse con enfasi, ma in modo autentico e sentito. Anche i racconti all’apparenza fantastici rivelano una oggettività immediata: sono la proiezione di una realtà in una sfera irreale. Alcuni racconti, invece, sono veri, presi di prima mano dall’autore, dei quali egli cerca di mantenere il sapore originale. |
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Francesco
Franceschini
Paspartù pp.
160 |
Un amore acerbo e senza parole, un treno pieno di memorie, un desiderio di immortalità, le ultime righe prima di un addio, i delitti di un fantasma egizio, i rimbrotti di un personaggio al proprio autore: racconti intessuti di deliziose trame che invitano ad andare oltre le porte della fantasia desiderata e temuta. Dal palcoscenico di questo libro recita tutto un mondo di personaggi romantici e grotteschi, terreni e ultraumani, che si dibattono in esistenze comuni e al contempo uniche, alla ricerca di una via per la dimensione “sentimentale” del vivere. Un libro da leggere e rileggere per assaporare uno stile che, di pagina in pagina, è ironico, toccante, irresistibile e che rimane coinvolgente e appassionato fino all’ultima riga. |
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Bruna
Garofoli
I
sentieri del Silenzio pp.
256 |
Ispirato a un fatto accaduto in Sardegna sul finire del 1800, il romanzo narra le vicende di un giovane il quale, deluso nelle sue aspettative di giustizia, vendica la morte del fratello divenendo latitante prima ed emigrante poi. Sardegna e Messico si mescolano nella vita di Gavino, nonostante gli sforzi per obliare il passato che, tempestoso, irrompe nel presente di suo figlio Sauro, portando con sé l’ombra di un amore incestuoso. Il mare, veicolo di silenti dialoghi, riporterà le nuove generazioni in Sardegna. Nel misterioso ambiente dell’isola, ripercorreranno l’esistenza dei genitori attraverso il ricordo degli anziani, cammineranno su sentieri dove il tempo ha scolpito simulacri di verità, dove la follia di una mente riannoderà i fili scientemente tagliati, ricucendo i lembi di antiche ferite. |
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Michele
Di Schino
Mai nel mio nome pp.
64 |
In un certo momento della propria vita, improvvisamente e apparentemente senza motivo, un uomo prende in mano la penna per dare la sua “versione” di tutte le cose, dei valori, delle sue stesse vicende. La sua mente, nella foga di dimostrare le proprie ragioni, perde però sempre più ogni contatto con la realtà in favore di un mondo immaginario che è allegoria della società che lui amava, ma che lo ha definitivamente respinto. Solo così riuscirà ad essere completamente sincero con se stesso, e a rivelare, l’atto inconfessabile e insieme ridicolo che lo ha portato a narrare. |
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Quintino
Rozzi
Aspettando il futuro pp.
128 |
La fantasia, per nulla statica, di Quintino Rozzi descrive la forza eroica dell’amore, inteso come principio di speranza e vita. Diversi gli espedienti artistici che l’Autore usa, dalla favola al romanzo breve, per comunicare un’immagine del futuro lontana dal pessimismo. |
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Viola
Ghini
La cantafavola pp.
98 |
Viola Ghini ha voluto rivolgersi non a un pubblico infantile (...) ma a tutti coloro che, esausti per il ritmo frenetico della vita moderna, stanchi del mondo mediatico, vogliano trovare un momento da dedicare a se stessi per rituffarsi nel mondo mitico della propria infanzia e adolescenza, riassaporandolo. |
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Rolando
Teofoli
Il romanzo della mia gente pp.
128 |
È il romanzo di una civiltà passata, quella contadina, e del suo scomparire sotto l’incalzare dell’industrializzazione e della nuova società tecnologico-scientifica. |
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Enzo
Belia
Ecco la mia eredità pp. 296 € 5,77 anziché 16,50 |
Una rivisitazione del passato che diviene testamento. Una lunga esperienza ci conduce attraverso il Novecento, ai tempi dell'Italia agricola, del Fascismo, colto dallo sguardo di un bambino, della guerra, della ricostruzione e del miracolo economico, per poi portarci in Europa e nel mondo, visti con occhi curiosi e voglia di avventura. L'autore "utilizza" letterariamente la propria vita, con l'intenzionalità del dono, per riportarci alle nostre origini e proiettarci in luoghi e situazioni che non abbiamo mai visto né vissuto. |
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Fiammetta
Felici
La casa azzurra pp.
176 |
Sette persone, per le feste di Natale, si riuniscono a casa di un anziano professore di filosofia, Enzo, il narratore della storia. Sua nipote lavora a un’inchiesta sui fenomeni parapsicologici. Le vicende si snodano sul filo del mistero, dell’umorismo e dei ricordi. Ogni capitolo apre una porta sull’ignoto, sull’insondabile, su quella dimensione che il progresso scientifico non è ancora riuscito a spiegare, né a cancellare e ogni porta spalancata si affaccia su altre cento ancora sbarrate. Il libro non fornisce risposte preconfezionate e dogmatiche, offre bensì spunti di riflessione sull’uomo, sul suo universo mentale, sulla sua stessa esistenza. |
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Franca
Giffoni Mosca
La chiave della nonna pp.
128 |
“La
chiave della nonna” è una metafora che sta a dirci che
attraverso la fantasia e la creatività apriamo le porte della libertà. Raccoglie
dense pagine autobiografiche, in cui domina la figura della nonna materna;
è una raccolta di storie, di fiabe e fantasticherie. Il libro vuole
essere un’occasione di riflessione sul rapporto giovani-anziani e sul
recupero di un ruolo insostituibile dei nonni nei processi educativi. |
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Eraldo
Giulianelli
... ma quante storie! pp.
152 |
… Ma quante storie! È come un gioco: un modo un po’ diverso di raccontare i fatti e i personaggi che la storia l’hanno fatta. Siamo in presenza di una colorita carrellata di fatti e personaggi a tutti noti, che assumono però, in questo contesto, caratteri più stravaganti, più umani. L’opera si articola in quattro sezioni: ognuna dedicata ad un preciso periodo storico: il periodo biblico, il periodo classico, il Medioevo, il periodo moderno. Ogni sezione è suddivisa in singoli componimenti in riferimento ai fatti e ai personaggi che per l’Autore hanno lasciato un’impronta significativa. |
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Isa
Armeni
La lettera di Tata pp.
128 |
La lettera di Tata è una raccolta originale di racconti, ma anche un’antologia di poesie poliglotte e una raffinata selezione di haiku e tanka. |
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Allegra
Rossignotti
Baia del Silenzio pp.
64 |
Baia del silenzio si gioca sulla sottile contrapposizione che si delinea via via nei due protagonisti, Anna e Francesco, tra i silenzi consapevoli dei due, quelli dei paesaggi, dei luoghi della memoria, del non detto voluto, e sulle voci del dialogo interiore, del colloquio a distanza, della rivelazione sofferta. Sul fondo, con maggior e minor evidenzia, sostano per qualche tempo gli amici dei due protagonisti, tutti uniti nel medesimo clan e le persone nuove che entrano nella vita di Anna dopo il trasferimento a Roma. A sostenere l’ordito di una vita è la sua memoria che, irrobustita dagli anni, è in grado di dipanare i fili della matassa emotiva che hanno aggrovigliato la sua esistenza. |
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Gerardo
Serravalle
E avanzò la notte pp.
218 |
Un romanzo di spionaggio che non si lascia dimenticare. Gerardo Serravalle con scaltrezza dosa le proprie grandi risorse letterarie, costruendo una trama che svela un mondo insospettato di traffici illeciti e congiure terroristiche. |
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Quintino
Rozzi
Plat il verme pp.
76 |
È semplicemente la storia di uno spoglio ed umile uomo-animale senza età, calato in una realtà fantastica. Il protagonista è un eroe solitario che abbandona la sua compagna, il suo mondo di certezze e di piccole gioie insoddisfacenti, per addentrarsi totalmente nel labirinto della vita. Egli ci ricorda, tra i tanti, un suo illustre predecessore: il mitico marinaio Ulisse. La narrazione del viaggio, preannunciato in toni quasi fontain(e)iani, si dilegua per condurci nel punto cruciale dell’avventura alla magica maniera swiftiana, mentre la satira politica e filosofica orwelliana rimane una eco appena percettibile in un misterioso universo senza tempo. |
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Leide
Lanzi
L'aquilone pp.
56 |
Due parole vollero appartarsi dal flusso della voce, stanche di vorticare sempre nel gioco ossessivo di suoni comunicanti, cui la voce tiranna costringe ogni sillaba; andarono a riposarsi tra i fogli di un quaderno, macchiando d’inchiostro il bianco di una pagina vuota. L’anima dell’Autrice si confida con le pagine di quaderno, cercando libertà, e i fogli ospitano versi incolonnati a forma di poesia. Versi che si muovono al ritmo giocoso di filastrocche serene, costruendo tante piccole fiabe in rima. Parole scarne ed essenziali, che sono veri appunti di vita e non soltanto mero saggio di bravura stilistica o spigliatezza letteraria; parole che descrivono con chiarezza un mondo campagnolo osservato e colto nei suoi aspetti più intimi, riuscendo ad armonizzare pensiero e sentimento, nel superiore equilibrio dell’arte poetica. |
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Sara Mercantii
Come il sole e la luna pp. 96 |
Elena è una ragazza come tante della sua età, Michele un ragazzo come molti altri, ma il sentimento che li lega, è unico. Anzi, per dirla come Sara Mercanti, è come “un’eclissi che durerà il tempo di una vita”. Partendo dalla più semplice delle metafore (Sole/elemento maschile, Luna/elemento femminile), la giovane autrice ternana ha saputo intrecciare le vita dei due protagonisti creando un romanzo appassionato, denso di colpi di scena e scherzi di un destino più patrigno che padre. Scritto sulla fine degli anni Novanta sull’onda delle emozioni e delle scoperte dell’adolescenza, e ripreso in mano a quasi dieci anni di distanza, Come il sole e la luna è una storia semplice e al tempo stesso intensa e tormentata. Una vicenda in cui l’amore che ne è indubbiamente il “personaggio” principale, pur nato fra i banchi di scuola e cresciuto fra gelosie mal celate e confidenze scambiate tra una lezione e l’altra, va ben oltre la fugace cotta adolescenziale o la zuccherosa favola romantica, rivelandosi un sentimento adulto e forte che non tarderà a manifestarsi in tutta la sua complessità. |
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Angela Gorgoioli
Oltre la passione pp. 128 |
Una
giovane e affascinante donna con un matrimonio non riuscito alle spalle e
un ancor giovane e altrettanto fascinoso vedovo, entrambi intensamente
impegnati nelle rispettive professioni, si incontrano proprio per motivi
di lavoro. Il primo contatto tra i due è decisamente conflittuale, ma nel
loro animo scocca anche la scintilla che a breve darà origine al
dirompente fuoco della passione. Da questo momento è un susseguirsi di
eventi che, oltre a presentarci nuovi e significativi personaggi,
concorrono tutti a convogliare un ardente desiderio erotico nei canali di
un rapporto amoroso stabile e di grande solidità. È un romanzo fresco e
di gradevole lettura, in virtù di un linguaggio sciolto, immediato ed
essenziale, e di un intreccio sapientemente orchestrato. |
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Gianni
Natili
Memorie e sogni pp.
64 |
Gianni
Natili rinviene tra i molteplici luminosi segmenti temporali i due che più
gli consentono di esprimere la sua
voce di poeta: “il rimpianto di ciò che non è stato” e
l’inarrestabile andare che lo conduce alla fine del suo tempo terreno.
Per un curioso ribaltamento dei sensi, questi due sentimenti generano in
lui una inaspettata intuizione di piacere: da “ciò che non è stato”
trae la voluttà d’immaginare “ciò che sarebbe potuto essere”;
dalla corsa crudele verso la morte, l’ansiosa attesa di un ultimo
appassionato abbraccio. Questo perché l’eros, con tutti i suoi infiniti
abbandoni, intride i suoi versi: dall’autoerotismo che trasforma in
amplesso l’effimera promessa di uno sguardo, alla stretta lussuriosa con
l’unica-ultima sposa universale. Nei suoi detti e voci, Natili raccoglie
come in un calice gli umori dei sensi, ma anche le lacrime più brucianti
perché, se c’è un elemento naturale dove egli si rappresenta, è
proprio nel fluire delle acque: lo scorrere del fiume, il tremare del
mare, che sia luce o buio, le voci delle acque più diverse diventano una
costante melodia che accompagna la sua visione. |
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Cinzia Fioroni
Il sentiero dell'alba pp. 88 |
È una scrittura che discende da un sentire profondo quello che Cinzia
Fioroni ci propone, una scrittura che non ricorre al pathos a tutti i
costi e che non rischia mai di farsi patetica, ma che è il frutto
dell’incontro fra una sensibilità consapevole di sé e le cose.
L’autrice incrocia gli sguardi del mondo e li ricambia con una
freschezza e una vivacità accattivanti: ci trascina all’interno delle
sue paure e dei suoi amori, delle sue gioiose fughe, delle sue ricerche.
Siamo lì, nella sua voglia di bellezza e di spontaneità, nel suo
tentativo di gettare le maschere che trasformano i nostri giorni in un
deserto, nel suo desiderio di comprensione, nel timore di ritrovare occhi
amati e non saperli più riconoscere, nella sua ricerca di sguardi
autentici e complici che si offrano senza malizia e che non passino
attraverso il filtro di occhi da adulto, da vetrina di notte, colorata, ma
buia, ma che somiglino a quelli generosi dei bambini: come spazi aperti,
in piena luce. |