Edizioni THYRUS

 

 HOMESTORIA   CATALOGO           DICONO DI NOI         LA BIBLIOTECA     CONTATTI

DICONO DI NOI

 

La Provincia 13 Luglio 2002

La casa editrice ternana sta per festeggiare il mezzo secolo di attività: fondata nel 1956 da tre uomini di scuola, ha esordito con la collana "Problemi educativi".
Negli anni '70 aveva in catalogo una sessantina di titoli, oggi supera i cinquecento.

In principio fu la Thyrus

Una vecchia conceria, nel centro di Arrone. Ristrutturata e funzionale, è da qualche anno sede della Thyrus, una piccola casa editrice che sta per festeggiare il mezzo secolo di vita, unica per tanto tempo nella nostra regione. Il suo profeta è Osvaldo Panfili che, abbandonati tanti altri suoi impegni, ha finito per dedicarsi anima e corpo al suo sviluppo. Un compito difficile in un Paese come il nostro in cui si legge poco e ci si accultura di meno, ma che sta dando buoni frutti.

La Thyrus venne fondata nel 1956 da tre uomini di scuola: il prof. Dante Sotgiu, docente di latino e greco al Classico di Terni; Ernesto Benigni e Rolando Teofoli, direttore didattico l'uno, ispettore scolastico l'altro. In un'Italia che cresceva, avviandosi al boom economico degli anni Sessanta, la scuola andava acquistando un ruolo e un'importanza sempre maggiori. L'obiettivo era di stimolare la nuova generazione di insegnanti, sostenere i giovani maestri, diffondendo criteri e modelli didattici, divulgando e discutendo esperienze di vita scolastica. Le pubblicazioni della Thyrus iniziano con la collana di "Problemi educativi", che raccolse subito un certo successo. Una rivincita per Teofoli, che già nel 1946 aveva cominciato la pubblicazione di opuscoli didattici, e per altri che ispirati dal provveditore agli studi di Terni Mazzeo qualche anno più tardi dettero via alla rivista quindicinale "La Scuola", di respiro nazionale.

Gli impegni politici di Sotgiu, divenuto nel frattempo sindaco di Terni, l'età del Teofoli e la scomparsa del Benigni limitarono fortemente attività e bilanci della Thyrus, la cui direzione era stata affidata a una Gisa Giani, già minata dal male e dalla sofferenza. Con l'intento di rivitalizzarla, venne costituito un gruppo di lavoro formato dal preside Buscema, il direttore didattico Mario Piantoni, l'avvocato Eraldo Bordoni, i professori Barbanera e Panfili, lo stesso Sotgiu e la signora Nevia Nobili, per la parte grafica. Lo scrittore Giuliano Carini ne assumeva la presidenza. Un tentativo che non dava però i risultati sperati. A uno a uno e per motivi diversi i vari componenti passavano la mano. Rimanevano solo Sotgiu, sempre più impegnato nell'attività politico-amministrativa, e Osvaldo Panfili, su cui andava a ricadere il peso di tutta l'attività. Si deve a lui il rilancio della casa editrice, frutto di un impegno costante e di precise scelte editoriali, che aprivano al territorio e alla sua storia, ne facevano una palestra per giovani poeti e scrittori. Risultato tangibile, anche l'incremento di pubblicazioni che dai 60/65 titoli degli anni '70 raggiungono i 500 e più di oggi.

 

La Provincia 13 luglio 2002

Quel Drago rampante campeggia sullo stemma

La Thyrus è stata sempre una casa editrice legata alla realtà locale. Lo dimostra anche il suo logo: il Drago, lo stesso che insieme alla scritta "Thyrus et amnis dederunt signa Teramnis" campeggia sul gonfalone del Comune di Terni. A elevarlo a stemma della città fu alla fine dell'800 l'architetto Benedetto Faustini, che trasformò il Tiro, di norma disteso sul ventre, in un drago rampante. Raccoglieva la vecchia leggenda popolare che narra di un tiro, un pericolosissimo serpente che viveva nei terreni paludosi della Chiesa, davanti all'attuale Porta Romana. Con il suo alito venefico, uccideva quanti osavano avvicinarsi. A ucciderlo fu un giovane ardimentoso della nobile famiglia Cittadini. Con indosso una lucida armatura di metallo, affrontò il mostro e lo trafisse mentre era intento a osservare la sua immagine riflessa. E' la rappresentazione simbolica delle lotte che l'uomo doveva sostenere con le forze della natura, la stessa che si ritrova nell'iconografia cristiana con la figura di San Giorgio che uccide il drago, simbolo del peccato. Nella credenza popolare il tiro rappresentava gli elementi naturali, l'acqua in particolare, che rendendo paludosi i terreni ne impediva lo sfruttamento e alimentava una terribile malattia come la malaria. A sconfiggerli sarà l'opera dell'uomo, come nella tradizione religiosa sarà il Santo a scacciare il male. La leggenda ha però un preciso fondamento storico. Furono infatti i monaci Benedettini, ospiti del convento di San Pietro, a cominciare nel XIII secolo con le loro opere idrauliche l'azione di bonifica del territorio ternano. Una conquista che incise notevolmente sulla città, tanto da dismettere per un certo periodo il nome di Terni per assumere quello di Tiro.

 


La Provincia 13 luglio 2002

Osvaldo Panfili, una vita per i libri

Si è applicato, come ogni studente, sui testi di scuola; successivamente ha scritto libri di pedagogia e didattica e oggi, con la sua attività di editore, seleziona i testi più meritevoli, ne corregge le bozze, li stampa e li pubblica. L'esistenza di Osvaldo Panfili è legata essenzialmente a essi, tanto che la sua può essere definita "una vita per i libri". L'interesse e l'amore che nutre per loro gli ha permesso di raccogliere, a tutt'oggi, qualcosa come 8 mila volumi circa; testi di vario genere che, donati alle Edizioni Thyrus, costituiscono una grande parte della Biblioteca intitolata a Giorgio e Francesco Buscema, la più grande di tutta la Valnerina, che Panfili ha messo a disposizione di tutto un territorio, degli studenti in particolare.
Osvaldo Panfili si è laureato in pedagogia, all'inizio degli anni '60, presso la facoltà di Magistero dell'Università di Roma. E' stato assistente universitario per più di un decennio, alla cattedra di Didattica prima, di Storia della Scuola e Pedagogia generale poi; ha lavorato con professori del calibro di Giacomo Cives e Angelo Broccoli. Docente alla "Scuola per educatori di comunità" a Magistero, ha insegnato per alcuni anni all'istituto magistrale dell'Aquila per passare infine all'Angeloni di Terni, come docente all'inizio e poi come preside incaricato. In quest'ultima fase elaborava, insieme ad alcuni colleghi (il professor Barbanera, Roberto Virdi e altri), il progetto del Liceo Magistrale, che, approvato dal Ministero, esempio unico in Italia, veniva sperimentato qualche anno dopo con la dirigenza Mattei. Passa successivamente all'Irsae dell'Umbria dove coordina la pubblicazione di una collana di sperimentazioni per la scuola (i noti libri verdi), mentre continua a collaborare con le maggiori riviste italiane di pedagogia e scienza dell'educazione.
Ha al suo attivo più di quaranta pubblicazioni che spaziano dalla storia locale a quella della scuola, da trattati sull'educazione alle scienze sociali. Oggi tutte le sue attenzioni sono rivolte all'attività di editore e al successo della Thyrus, a cui si dedica a tempo pieno.
Alla vecchia collana di tipo didattico, pensata per il mondo della scuola, la casa editrice ne ha subito aggiunto una di storia locale, assurta ben presto alla funzione di "memoria" della città e di tutto il territorio ternano. Altre hanno invece permesso a giovani scrittori e valenti poeti di trovare uno spazio editoriale, dove misurare e affermare le loro capacità letterarie. Particolare attenzione la Thyrus ha sempre riservato al mondo dei ragazzi. Tra le collane dedicate a loro, ma non solo, l'ultima nata è "I classici dell'Avventura" che ha riscosso un successo di critica a livello nazionale come dimostrano le recensioni sulle maggiori testate giornalistiche.
Un'attenzione e un interesse che aprono alla piccola casa editrice mercati nuovi e la possibilità di uscire da quella dimensione locale che ha costituito nel tempo il suo pregio maggiore, ma anche un preciso limite. E' il sogno e la speranza di Osvaldo Panfili e rappresenta la nuova scommessa di un editore che ha finito per identificarsi ormai con la sua creatura: le "Edizioni Thyrus".


La Provincia 1 febbraio 2003

L'antico palazzo in cui si lavoravano pellami è ora sede di un laboratorio di tutt'altro tipo: ospita una casa editrice e una fornitissima biblioteca in cui ampio spazio riveste la sezione dedicata alle ricerche sul territorio.

Letture... in conceria

Una vecchia conceria, nel centro di Arrone. Ristrutturata e funzionale, è attualmente sede non solo della casa editrice Thyrus, che sta per festeggiare il mezzo secolo di vita, ma anche della biblioteca a essa collegata. Per il loro sviluppo, il professor Osvaldo Panfili profonde con grande passione le proprie capacità e il proprio tempo: un compito difficile, in un Paese come il nostro in cui si legge poco e ci si accultura di meno, che sta dando però buoni frutti. La conceria di Luigi Nobili, sorta nel 1878, sfruttava processi di lavorazioni in linea con il progresso del tempo: un sistema a concia lenta in forma, con l'uso di cortecce vegetali, al quale il titolare rimase fedele anche quando la maggioranza delle concerie si convertirono a quello basato su estratti tanninici, che permetteva una lavorazione più sollecita e meno costosa. La restrizione nella richiesta di cuoiami e la diminuzione dei prezzi, conseguenti alla fine della prima guerra mondiale, nonché la spietata concorrenza fra le varie concerie, determinarono la crisi del particolare sistema utilizzato dalla ditta che cessò l'attività nel 1929.
La "Concia" è stata un'importante realtà imprenditoriale del territorio ed è tornata a esserlo sotto altre spoglie: da laboratorio manifatturiero a laboratorio culturale. Alla fine degli anni '80, dopo la ristrutturazione, parte dei locali è stata infatti adibita a contenitore della Biblioteca "Thyrus", la quale accorpa quasi tutto il patrimonio librario di Osvaldo Panfili (oltre 7000 volumi e qualche migliaio di riviste), alcune centinaia di volumi offerti dalla famiglia Buscema e modeste donazioni da parte di enti e privati, fino a raggiungere, allo stato attuale, un complesso di oltre 8000 titoli. La biblioteca è stata intitolata a Francesco e Giorgio Buscema, morti nel corso degli anni '90 e profondamente legati alla comunità arronese (negli anni '50 Francesco Buscema era stato preside incaricato della locale scuola media). La biblioteca ha una prevalente connotazione socio-pedagogica, ma si presenta ricca di articolazioni sia nel settore storico-geografico che in quello letterario-linguistico. Interessanti sono anche la sezione psicologica e quella storico-artistica; di non minore rilevanza appare inoltre il complesso di pubblicazioni riguardanti la storia delle religioni.
Un impegno particolare è stato espresso in questi ultimi anni per la costituzione di una sezione di Studi e Ricerche Locali in ambito regionale, la quale raccoglie già 1000 titoli; essa ha lo scopo di favorire la ricerca sul territorio da parte delle varie fasce di studenti, nonché quello di soddisfare la curiosità di turisti e ospiti presenti non solo nel periodo estivo ma anche nel corso dell'anno.


Rina Gatti, la scrittrice contadina   
Prefazione di Arrigo Levi

 

Tratto da "Il Giornale dell'Umbria"
Domenica 5 novembre 2006

 

Numerosi eventi per l’anniversario

La Thyrus compie cinquant’anni

ARRONE - Ventiquattro collane e oltre sei cento titoli pubblicati è questo il bilancio della Thyrus sul finire del suo cinquantesimo anno di attività. Un andamento positivo chiude un periodo caratterizzato dalla crescita specie nell’ultimo decennio, di una produzione concentrata sugli studi del territorio e che riserva ampio spazio anche a poesia, narrativa, saggistica, libro d’arte. L’anniversario viene celebrato con iniziative che confermano l’identità di animatrice culturale con la quale la casa editrice è nata. Dopo la Mostra del Cinquantenario, tenutasi lo scorso giugno segue ora una serie di incontri con gli autori, presso la biblioteca comunale di Terni La riflessione sul “tempo” sarà il tema centrale di questi incontri, che si svolgeranno il 6 e 24 novembre e il 19 dicembre nella Sala del Caffé Letterario.

 

Tratto dal "Corriere dell'Umbria"
Lunedì 6 novembre 2006

 

Le sede da anni nel centro di Arrone

Le Edizioni Thyrus compiono 50 anni

Arrone – Ventiquattro collane e oltre seicento titoli pubblicati: è questo il bilancio delle edizioni Thyrus che si appresta a festeggiare i cinquant’anni di attività. La casa editrice ternana, ma da anni con la sede ad Arrone, esordiva nel 1956 con la collana “Problemi educativi”. Nasceva con un intento pedagogico volto a migliorare i modelli dell’istruzione in un periodo storico nel quale si combatteva la battaglia per l’alfabetizzazione del paese.
Con questo preciso ruolo di assolvere un servizio culturale la vollero i fondatori: il docente di lingue classiche poi sindaco di Terni Dante Sotgiu; il direttore didattico Ernesto Benigni e l’ispettore scolastico Rolando Teofoli. Negli anni Ottanta il timone passa a Osvaldo Panfili, scrittore e docente di pedagogia. A Panfili si deve lo sviluppo dell’azienda, cresciuta attraverso il suo attivo impegno nella sede che egli stesso ha dato alla Thyrus: i locali di un ex conceria situata nel cuore di Arrone. Intensificando l’impronta di centro culturale, Panfili ha raccolto circa 10 mila volumi provenienti dalla sua raccolta privata e da una serie di donazioni di enti e privati che costituiscono la Biblioteca Thyrus intitolata a Francesco e Giorgio Buscema, aperta al pubblico e agli studenti.
L’anniversario verrà festeggiato con una serie di iniziative. Dopo la mostra del cinquantenario tenutasi lo scorso giugno ad Arrone, segue ora una serie d’incontri con gli autori presso la Biblioteca comunale di Terni. La riflessione sul tempo affrontata con il pubblico dei lettori sarà il tema centrale di questi incontri, che si svolgeranno, oggi, il 24 novembre e il 19 dicembre alle ore 17 nella sala del Caffé Letterario della Biblioteca comunale di Terni in piazza della Repubblica.
La tematica dell’incontro di oggi, il Tempo del sogno, sarà incentrata sul rapporto fra tempo, sogno e poesia e su come esso viene vissuto in tre diverse esperienze poetiche, quelle degli autori Gianni Natili, Bruno Benedetti e Annarita Marino.È prevista la festa di fine anno nella sede della casa editrice. I lettori e i non lettori sono invitati a partecipare. Troveranno l’invito alla festa e le informazioni nel sito (www.edizionithyrus.it)

 

 
 

       

               Tratto da "Radiocorriere TV"
                          Luglio 2007

 
 

La casa editrice Thyrus, la più longeva dell’Umbria, nel 2006 ha festeggiato 50 anni d’attività, forte delle 24 collane e degli oltre 600 titoli pubblicati. Le Edizioni Thyrus esordirono con la collana “Problemi educativi” con un intento pedagogico, volto a migliorare i modelli dell’istruzione in un periodo storico nel quale si combatteva la battaglia per l’alfabetizzazione del Paese. I suoi fondatori, lo studioso e insegnante di lingue classiche, e poi sindaco di Terni, prof. Dante Sotgiu, il direttore didattico Ernesto Benigni e l’ispettore scolastico Rolando Teofoli, vollero imprimere alla Thyrus una finalità prettamente culturale. Consapevole della sua identità, la Thyrus ha pensato ai giovani anche come lettori, dedicando loro la “Collana di Narrativa per Ragazzi” e “I Classici dell’Avventura”, iniziativa accolta favorevolmente anche nella pagine dei giornali nazionali.