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La casa editrice
ternana sta per festeggiare il mezzo secolo di attività:
fondata nel 1956 da tre uomini di scuola, ha esordito con la collana
"Problemi educativi".
Negli anni '70 aveva in catalogo una sessantina di titoli, oggi
supera i cinquecento. |
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In principio fu la Thyrus
Una vecchia conceria, nel
centro di Arrone. Ristrutturata e funzionale, è da qualche anno
sede della Thyrus, una piccola casa editrice che sta per festeggiare
il mezzo secolo di vita, unica per tanto tempo nella nostra regione.
Il suo profeta è Osvaldo Panfili che, abbandonati tanti altri suoi
impegni, ha finito per dedicarsi anima e corpo al suo sviluppo. Un
compito difficile in un Paese come il nostro in cui si legge poco e
ci si accultura di meno, ma che sta dando buoni frutti.
La
Thyrus venne fondata nel 1956 da tre uomini di scuola: il prof.
Dante Sotgiu, docente di latino e greco al Classico di Terni;
Ernesto Benigni e Rolando Teofoli, direttore didattico l'uno,
ispettore scolastico l'altro. In un'Italia che cresceva, avviandosi
al boom economico degli anni Sessanta, la scuola andava acquistando
un ruolo e un'importanza sempre maggiori. L'obiettivo era di
stimolare la nuova generazione di insegnanti, sostenere i giovani
maestri, diffondendo criteri e modelli didattici, divulgando e
discutendo esperienze di vita scolastica. Le pubblicazioni della
Thyrus iniziano con la collana di "Problemi educativi",
che raccolse subito un certo successo. Una rivincita per Teofoli,
che già nel 1946 aveva cominciato la pubblicazione di opuscoli
didattici, e per altri che ispirati dal provveditore agli studi di
Terni Mazzeo qualche anno più tardi dettero via alla rivista
quindicinale "La Scuola", di respiro nazionale.
Gli
impegni politici di Sotgiu, divenuto nel frattempo sindaco di Terni,
l'età del Teofoli e la scomparsa del Benigni limitarono fortemente
attività e bilanci della Thyrus, la cui direzione era stata
affidata a una Gisa Giani, già minata dal male e dalla sofferenza.
Con l'intento di rivitalizzarla, venne costituito un gruppo di
lavoro formato dal preside Buscema, il direttore didattico Mario
Piantoni, l'avvocato Eraldo Bordoni, i professori Barbanera e
Panfili, lo stesso Sotgiu e la signora Nevia Nobili, per la parte
grafica. Lo scrittore Giuliano Carini ne assumeva la presidenza. Un
tentativo che non dava però i risultati sperati. A uno a uno e per
motivi diversi i vari componenti passavano la mano. Rimanevano solo
Sotgiu, sempre più impegnato nell'attività
politico-amministrativa, e Osvaldo Panfili, su cui andava a ricadere
il peso di tutta l'attività. Si deve a lui il rilancio della casa
editrice, frutto di un impegno costante e di precise scelte
editoriali, che aprivano al territorio e alla sua storia, ne
facevano una palestra per giovani poeti e scrittori. Risultato
tangibile, anche l'incremento di pubblicazioni che dai 60/65 titoli
degli anni '70 raggiungono i 500 e più di oggi. |
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Quel Drago rampante campeggia sullo stemma
La
Thyrus è stata sempre una casa editrice legata alla realtà locale.
Lo dimostra anche il suo logo: il Drago, lo stesso che insieme alla
scritta "Thyrus et amnis dederunt signa Teramnis"
campeggia sul gonfalone del Comune di Terni. A elevarlo a stemma
della città fu alla fine dell'800 l'architetto Benedetto Faustini,
che trasformò il Tiro, di norma disteso sul ventre, in un drago
rampante. Raccoglieva la vecchia leggenda popolare che narra di un
tiro, un pericolosissimo serpente che viveva nei terreni paludosi
della Chiesa, davanti all'attuale Porta Romana. Con il suo alito
venefico, uccideva quanti osavano avvicinarsi. A ucciderlo fu un
giovane ardimentoso della nobile famiglia Cittadini. Con indosso una
lucida armatura di metallo, affrontò il mostro e lo trafisse mentre
era intento a osservare la sua immagine riflessa. E' la
rappresentazione simbolica delle lotte che l'uomo doveva sostenere
con le forze della natura, la stessa che si ritrova nell'iconografia
cristiana con la figura di San Giorgio che uccide il drago, simbolo
del peccato. Nella credenza popolare il tiro rappresentava gli
elementi naturali, l'acqua in particolare, che rendendo paludosi i
terreni ne impediva lo sfruttamento e alimentava una terribile
malattia come la malaria. A sconfiggerli sarà l'opera dell'uomo,
come nella tradizione religiosa sarà il Santo a scacciare il male.
La leggenda ha però un preciso fondamento storico. Furono infatti i
monaci Benedettini, ospiti del convento di San Pietro, a cominciare
nel XIII secolo con le loro opere idrauliche l'azione di bonifica
del territorio ternano. Una conquista che incise notevolmente sulla
città, tanto da dismettere per un certo periodo il nome di Terni
per assumere quello di Tiro. |
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Osvaldo Panfili, una vita per i libri
Si
è applicato, come ogni studente, sui testi di scuola;
successivamente ha scritto libri di pedagogia e didattica e oggi,
con la sua attività di editore, seleziona i testi più meritevoli,
ne corregge le bozze, li stampa e li pubblica. L'esistenza di
Osvaldo Panfili è legata essenzialmente a essi, tanto che la sua può
essere definita "una vita per i libri". L'interesse e
l'amore che nutre per loro gli ha permesso di raccogliere, a tutt'oggi,
qualcosa come 8 mila volumi circa; testi di vario genere che, donati
alle Edizioni Thyrus, costituiscono una grande parte della
Biblioteca intitolata a Giorgio e Francesco Buscema, la più grande
di tutta la Valnerina, che Panfili ha messo a disposizione di tutto
un territorio, degli studenti in particolare.
Osvaldo Panfili si è laureato in pedagogia, all'inizio degli anni
'60, presso la facoltà di Magistero dell'Università di Roma. E'
stato assistente universitario per più di un decennio, alla
cattedra di Didattica prima, di Storia della Scuola e Pedagogia
generale poi; ha lavorato con professori del calibro di Giacomo
Cives e Angelo Broccoli. Docente alla "Scuola per educatori di
comunità" a Magistero, ha insegnato per alcuni anni
all'istituto magistrale dell'Aquila per passare infine all'Angeloni
di Terni, come docente all'inizio e poi come preside incaricato. In
quest'ultima fase elaborava, insieme ad alcuni colleghi (il
professor Barbanera, Roberto Virdi e altri), il progetto del Liceo
Magistrale, che, approvato dal Ministero, esempio unico in Italia,
veniva sperimentato qualche anno dopo con la dirigenza Mattei. Passa
successivamente all'Irsae dell'Umbria dove coordina la pubblicazione
di una collana di sperimentazioni per la scuola (i noti libri
verdi), mentre continua a collaborare con le maggiori riviste
italiane di pedagogia e scienza dell'educazione.
Ha al suo attivo più di quaranta pubblicazioni che spaziano dalla
storia locale a quella della scuola, da trattati sull'educazione
alle scienze sociali. Oggi tutte le sue attenzioni sono rivolte
all'attività di editore e al successo della Thyrus, a cui si dedica
a tempo pieno.
Alla vecchia collana di tipo didattico, pensata per il mondo della
scuola, la casa editrice ne ha subito aggiunto una di storia locale,
assurta ben presto alla funzione di "memoria" della città
e di tutto il territorio ternano. Altre hanno invece permesso a
giovani scrittori e valenti poeti di trovare uno spazio editoriale,
dove misurare e affermare le loro capacità letterarie. Particolare
attenzione la Thyrus ha sempre riservato al mondo dei ragazzi. Tra
le collane dedicate a loro, ma non solo, l'ultima nata è "I
classici dell'Avventura" che ha riscosso un successo di critica
a livello nazionale come dimostrano le recensioni sulle maggiori
testate giornalistiche.
Un'attenzione e un interesse che aprono alla piccola casa editrice
mercati nuovi e la possibilità di uscire da quella dimensione
locale che ha costituito nel tempo il suo pregio maggiore, ma anche
un preciso limite. E' il sogno e la speranza di Osvaldo Panfili e
rappresenta la nuova scommessa di un editore che ha finito per
identificarsi ormai con la sua creatura: le "Edizioni Thyrus". |
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| L'antico palazzo in cui si lavoravano pellami
è ora sede di un laboratorio di tutt'altro tipo: ospita
una casa editrice e una fornitissima biblioteca in cui ampio spazio
riveste la sezione dedicata alle ricerche sul territorio. |
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Letture... in conceria
Una
vecchia conceria, nel centro di Arrone. Ristrutturata e funzionale,
è attualmente sede non solo della casa editrice Thyrus, che sta per
festeggiare il mezzo secolo di vita, ma anche della biblioteca a
essa collegata. Per il loro sviluppo, il professor Osvaldo Panfili
profonde con grande passione le proprie capacità e il proprio
tempo: un compito difficile, in un Paese come il nostro in cui si
legge poco e ci si accultura di meno, che sta dando però buoni
frutti. La conceria di Luigi Nobili, sorta nel 1878, sfruttava
processi di lavorazioni in linea con il progresso del tempo: un
sistema a concia lenta in forma, con l'uso di cortecce vegetali, al
quale il titolare rimase fedele anche quando la maggioranza delle
concerie si convertirono a quello basato su estratti tanninici, che
permetteva una lavorazione più sollecita e meno costosa. La
restrizione nella richiesta di cuoiami e la diminuzione dei prezzi,
conseguenti alla fine della prima guerra mondiale, nonché la
spietata concorrenza fra le varie concerie, determinarono la crisi
del particolare sistema utilizzato dalla ditta che cessò l'attività
nel 1929.
La "Concia" è stata un'importante realtà imprenditoriale
del territorio ed è tornata a esserlo sotto altre spoglie: da
laboratorio manifatturiero a laboratorio culturale. Alla fine degli
anni '80, dopo la ristrutturazione, parte dei locali è stata
infatti adibita a contenitore della Biblioteca "Thyrus",
la quale accorpa quasi tutto il patrimonio librario di Osvaldo
Panfili (oltre 7000 volumi e qualche migliaio di riviste), alcune
centinaia di volumi offerti dalla famiglia Buscema e modeste
donazioni da parte di enti e privati, fino a raggiungere, allo stato
attuale, un complesso di oltre 8000 titoli. La biblioteca è stata
intitolata a Francesco e Giorgio Buscema, morti nel corso degli anni
'90 e profondamente legati alla comunità arronese (negli anni '50
Francesco Buscema era stato preside incaricato della locale scuola
media). La biblioteca ha una prevalente connotazione
socio-pedagogica, ma si presenta ricca di articolazioni sia nel
settore storico-geografico che in quello letterario-linguistico.
Interessanti sono anche la sezione psicologica e quella
storico-artistica; di non minore rilevanza appare inoltre il
complesso di pubblicazioni riguardanti la storia delle religioni.
Un impegno particolare è stato espresso in questi ultimi anni per
la costituzione di una sezione di Studi e Ricerche Locali in ambito
regionale, la quale raccoglie già 1000 titoli; essa ha lo scopo di
favorire la ricerca sul territorio da parte delle varie fasce di
studenti, nonché quello di soddisfare la curiosità di turisti e
ospiti presenti non solo nel periodo estivo ma anche nel corso
dell'anno.
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Rina Gatti, la scrittrice
contadina
Prefazione
di Arrigo Levi
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Le sede da
anni nel centro di Arrone
Le Edizioni Thyrus compiono
50 anni
Arrone
– Ventiquattro collane e oltre seicento titoli pubblicati: è questo il
bilancio delle edizioni Thyrus che si appresta a festeggiare i cinquant’anni
di attività. La casa editrice ternana, ma da anni con la sede ad Arrone,
esordiva nel 1956 con la collana “Problemi educativi”. Nasceva con un
intento pedagogico volto a migliorare i modelli dell’istruzione in un
periodo storico nel quale si combatteva la battaglia per l’alfabetizzazione
del paese.
Con questo preciso ruolo di assolvere un servizio culturale la vollero i
fondatori: il docente di lingue classiche poi sindaco di Terni Dante
Sotgiu; il direttore didattico Ernesto Benigni e l’ispettore scolastico
Rolando Teofoli. Negli anni Ottanta il timone passa a Osvaldo Panfili,
scrittore e docente di pedagogia. A Panfili si deve lo sviluppo
dell’azienda, cresciuta attraverso il suo attivo impegno nella sede che
egli stesso ha dato alla Thyrus: i locali di un ex conceria situata nel
cuore di Arrone. Intensificando l’impronta di centro culturale, Panfili
ha raccolto circa 10 mila volumi provenienti dalla sua raccolta privata e
da una serie di donazioni di enti e privati che costituiscono la
Biblioteca Thyrus intitolata a Francesco e Giorgio Buscema, aperta al
pubblico e agli studenti.
L’anniversario verrà festeggiato con una serie di iniziative. Dopo la
mostra del cinquantenario tenutasi lo scorso giugno ad Arrone, segue ora
una serie d’incontri con gli autori presso la Biblioteca comunale di
Terni. La riflessione sul tempo affrontata con il pubblico dei lettori sarà
il tema centrale di questi incontri, che si svolgeranno, oggi, il 24
novembre e il 19 dicembre alle ore 17 nella sala del Caffé Letterario
della Biblioteca comunale di Terni in piazza della Repubblica.
La tematica dell’incontro di oggi, il Tempo del sogno, sarà incentrata
sul rapporto fra tempo, sogno e poesia e su come esso viene vissuto in tre
diverse esperienze poetiche, quelle degli autori Gianni Natili, Bruno
Benedetti e Annarita Marino.È prevista la festa di fine anno nella sede
della casa editrice. I lettori e i non lettori sono invitati a
partecipare. Troveranno l’invito alla festa e le informazioni nel nuovo
sito (www.edizionithyrus.it)
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