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RECENSIONI SU QUOTIDIANI E RIVISTE |
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La cronaca tutta da vedere di Mimmo Scipioni in "Una minestra di quinoa"Un uomo solo in Boliva lungo le strade degli IncaDi Lorella
Giulivi La scrittura è piana, misurata e asciutta. Di tutt’altro segno il paesaggio descritto in “Una minestra di quinoa”, cronaca del viaggio che Mimmo Scipioni ha fatto in Bolivia nel gennaio 2006. Periodo sbagliato secondo i più, coincidendo con la stagione delle piogge. “Ma i viaggi per il mondo - osserva l’autore - non cominciano mai il giorno in cui prendi un qualunque mezzo per spostarti. Iniziano, come quelli interiori, molto tempo prima, quando si comincia a cercare dentro di sé il perché di tanta piacevole inquietudine che spinge a muoversi prima intorno ai luoghi familiari e poi via via, in un vortice che sembra senza fine, sempre più lontano”. In Bolivia Scipioni è andato da solo, alla ricerca delle antiche strade che gli Inca hanno costruito lungo le Ande, opere di alta ingegneria che collegavano località lontanissime tra di loro con un tracciato a volte veloce e lastricato, a volte a gradini di roccia per superare dislivelli notevoli. Un gioco da ragazzi, per lui, percorrerle, abituato com’è a scalare le montagne più difficili. Alpinista, speleologo, esploratore, Scipioni viaggia da anni sopra e sotto la terra. E lo fa confidando soprattutto sulle proprie gambe. “Quando si arriva in un posto a piedi - spiega - si ha tutto il tempo di vedere i cambiamenti delle cose, alberi diversi, il colore del terreno che cambia, i classici usi e costumi della gente… insomma, si ha tempo per abituarsi ai cambiamenti. Viaggiando in macchina o in aereo, si viene catapultati in poco tempo in un altro mondo e, quasi senza accorgersene, si perde il fascino della distanza”. Tenda, sacco a pelo e poco altro, ad accompagnarlo è anche questa volta la voglia della scoperta, quella che non ha mai fretta e che gli suggerisce quando imboccare un sentiero sconosciuto o fermarsi un po’. Tres Rios, Yunga Cruz, Puente Villa, il parco naturale del Sayama, Oruro, il Salar de Uyuni, il Cammino di Takesi, Copacabana… se il viaggiatore rimane senza fiato, non è solo per l’alta quota. Paese dalla geografia difficile, senza uno sbocco sul mare e chiuso fra le cordigliere andine e la vegetazione esuberante dell’Amazzonia, lungo un percorso reso spesso impossibile dalla pioggia battente e dal fango, la Bolivia non manca di dispiegare davanti ai suoi occhi il giallo oro dell’altopiano, il bianco accecante dei “salares”, il blu delle lagune nelle cui acque popolate da fenicotteri si riflettono le cime innevate dei vulcani, il verde brillante delle selve tropicali e delle savane. Ma anche poveri villaggi dove donne, uomini e bambini lottano per la propria sopravvivenza con una natura tanto incontaminata quanto ostile. Terra dalle abbondanti risorse che custodisce un’incredibile varietà di vita animale e vegetale, il paese più povero dell’America latina gli offre una cultura fra le più ricche e una civiltà che non ha ancora venduto ai turisti le sue tradizioni. Al termine di ogni giornata, Scipioni annota le sue esperienze, convinto che il tempo, prima o poi, farà sfumare ricordi e sensazioni e che anche le foto non saranno sufficienti a trasmettere ciò che invece la scrittura potrà continuare a comunicare. Edito da Thyrus, il suo diario boliviano è diventato una pubblicazione di 96 pagine che si avvale della prefazione di Dario Antiseri. “Una minestra di quinoa” sarà presentato il 18 dicembre alle 18.30 al Caos di Temi, Sala dell’orologio, “ma - dicono gli amici - sono molti i quaderni di viaggio di Minimo che aspettano ancora di essere svegliati dal proprio sonno”.
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Tratto
da "La Pagina" |
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Il
libro di Paolo Maggiolini viene pubblicato nel dicembre del 2008, un
periodo in cui la città va elaborando faticosamente, ormai da qualche
anno, un cammino di identità che la differenzi da come finora era
conosciuta. Maria
Teresa Pasquini
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Un’edizione
della Thyrus per spiegarne origini e evoluzioni Terni, città di antica tradizione dolciaria Profumo di vaniglia. di nocciola, di cioccolato. Memoria di fragranze e fragranze della... memoria in “Terni;.., la dolce”, numero 129 della Collana di Studi e Ricerche Locali edita da Thyrus, che in 279 pagine illustrate ripercorre la storia della produzione dolciaria locale rintracciando nella Belle époque il tempo in cui Terni non era distante da Vienna. Sfornata dall’Accademia della cucina italiana -Delegazione di Terni con il patrocinio della Cassa di risparmio di Terni e Narni, la pubblicazione curata da Agnese Morano, Giorgio Angeletti, Guido Schiaroli e Franco Maroni contiene “Arte dolce antica e moderna”, l’inedito ricettario compilato da Oreste Del Vitto tra il 1885 e il 1940 integralmente trascritto. Sono oltre quattrocento le ricette consegnate ai posteri dal pasticcere di origine settentrionale che a Terni contese a Spartaco Pazzaglia, Lorenzo Pasquali e Gastone Ceci il primato di qualità per la gioia di molte papille gustative. Tra i padri fondatori di quella Scuola ternana di pasticceria capace con i suoi raffinati prodotti di attirare anche gli esigenti palati della capitale, Del Vitto era un artista formatosi oltralpe che aveva partecipato nel 1907, alla “Terza grande esposizione internazionale del lavoro di arte, industria, alimentazione, igiene” e conseguito il Diploma d’onore per un tonico che porta il suo nome raccomandato a donne e bambini affetti da dispepsia. Giunto a Terni nel 1914,aveva aperto un negozio di pasticceria con annesso caffè e latteria in un locale ad angolo fra piazza I Maggio e via Petroni, a pochi passi da quello in via Tacito, situato al pianterreno di Palazzo Pontecorvi, inaugurato da Spartaco Pazzaglia come “Caffè Moderno” nel dicembre del 1913. Le due attività ebbero però un destino diverso e se Pazzaglia reagì alla seconda guerra mondiale facendo venire da Vienna i pasticceri di Sacher allo scopo di risollevare le sorti dell’impresa, quella di Del Vitto non sopravvisse agli urti. Non a caso soprannominato “lu leone”, Spartaco Pazzaglia fin da giovanissimo aveva viaggiato in Europa e nulla gli era sfuggito, neppure in fatto di moda. Figlio d’arte - pasticceri il padre e lo zio - roba per intenditori anche l’arredamento in stile Liberty del suo locale che nel 1923 aveva ricevuto la visita di re Vittorio Emanuele III e con essa pregevoli onorificenze, moltiplicate in occasione della visita di Benito Mussolini alle Acciaierie nel 1931 Gli anni della ricostruzione lo vedranno rifiorire, ma con una clientela diversa e un’aumentata concorrenza. Ma, se le pasticcerie censite nel 1948 erano diciotto - spiegano gli accademici - si trattava degli allievi che si erano messi in proprio, dando luogo a una genealogia di maestri pasticceri tuttora rintracciabile negli esercizi,della contemporaneità. Morto nel 1956 il patriarca, la pasticceria Pazzaglia fu condotta fino al 1975 dalle figlie, poi ceduta alla ditta Fontana, e infine a Stefano Amici che, con giustificato orgoglio, nel 2004 ne salutava l’ingresso nell’Associazione dei locali storici d’Italia. “Si è finora voluto dare della città di Terni un immagine legata solo all’industria dell’acciaio: Terni la dinamica, secondo la definizione caratterizzante coniata durante il ventennio. Ma la nostra città è in realtà legata a molteplici attività e interessi ed è anche dolce” - afferma Guido Schiaroli, coordinatore territoriale per1’Umbria dell’ Accademia italiana della Cucina, che alterna grembiule e padelle al camice e agli strumenti del medico oculista. di Lorella Giulivi
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La gomma in
Puglia una storia riscoperta
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Il romanzo giovanile pubblicato dalle Edizioni Thyrus G. L. Bonelli e il Crociato Nero Non si tratta certo di una novità editoriale, ma sicuramente di una curiosità, peraltro neanche tanto nota ai più. Uscito qualche anno fa, nel 1999, per la collana Classici dell'Avventura delle Edizioni Thyrus, diventa interessante riconsiderarne l'impatto all'indomani del grande successo della pubblicazione della ristampa a colori dei volumi di Tex. Parliamo del romanzo Il Crociato Nero, edito originariamente dalla AVE nel 1942, scritto dal papà di Tex, Giovanni Bonelli; ottima prova giovanile di narratore per il soggettista principe e creatore del personaggio a fumetti più longevo d'Italia. Traduttore fin da giovanissimo di romanzi di Jack London, d'altronde senza dubbio il suo scrittore preferito, Bonelli padre ha scritto altri romanzi d'avventura, come i più famosi "Le tigri dell'Atlantico" e "I fratelli del silenzio", con protagonista l'italo-americano John Mauri; qui invece troviamo a condurre la danza il cavaliere italiano Ugo d'Ivrea, in partenza per la prima crociata, che col volto nascosto da un cappuccio nero diventa il terrore dei saraceni. 120 pagine che si leggono tutte d'un fiato, in cui non saprete trattenervi dal ricercare fra i dialoghi il preannuncio di quello che sarà il linguaggio inconfondibile del patriarca del fumetto italiano, "un romanziere prestato al fumetto e mai più restituito". Info: www.edizionithyrus.it |
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Tratto
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SISTEMA E
COSCIENZA Autore:
Vincenzo Prati
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Tratto da "Notiziario
CDP" |
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V. Paparelli, K2 Il prezzo di un sogno, Edizioni Thyrus 2006, pp. 157 € 20,00. Attraverso la cronaca del viaggio affiorano gli entusiasmi della partenza, le preoccupazioni degli immancabili disagi sofferti, le delusioni del ritorno che accompagnano spesso gli alpinisti quando ripiombano nella quotidianità della “prosa del mondo”. Un viaggio dove si incrociano percorsi con compagni di avventura vicini e lontani, impressioni esotiche, riflessioni etiche, interpretazioni antropologiche. Lo scrupolo narrativo dell’autore fa affiorare i grandi contrasti di quei luoghi. Contrasti di ambienti naturali, contrasti sociali e culturali all’interno della realtà che la distanza geografica fa apparire impietosamente omogenei, un pluralismo di identità paesaggistiche, personali, religiose, culturali. Una ricchezza di significati e di sensazioni che però esige un prezzo da pagare , anche elevato in termini di fatica fisica ma, soprattutto, mentale a causa dei continui aggiustamenti che siamo chiamati ad apportare nelle nostre rappresentazioni del mondo e che non tutti sono disposti a sopportare. |
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Tratto da "I
Treni" |
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Signori, in carrozze!
Oltre 140 anni di strada ferrata tra Chiusi e Orvieto La storia di oltre 140 anni di vita ferroviaria italiana fra Chiusi e Orvieto è il tema affrontato dall’autore, originario di Città della Pieve e ferroviere di professione. Il volume presenta infatti la peculiarità di questa breve tratta, fra le più importanti d’Italia in quanto parte integrante della linea “dorsale” Milano-Roma a cui sono sempre state dedicate le maggiori attenzioni negli investimenti con la costruzione della prima linea ad alta velocità moderna, la Direttissima Firenze-Roma. Alcuni disegni e schemi permettono di seguire meglio lo sviluppo degli impianti e la costruzione delle opere in interconnessione fra binari vecchi e nuovi. Non manca un richiamo alla devastazione causata dalla seconda guerra mondiale che causò gravi danni alle infrastrutture: le immagini qui riportate sono impressionanti e drammatiche. La qualità di stampa è buona anche se talvolta lascia un po’ a desiderare la resa di alcune fotografie e riproduzioni. In brossura, il libro è disponibile presso l’ETR per € 22,50. |
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Tratta da "La
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Nonostante abbia in
copertina un salvagente poggiato su una barca dell’azzurro del mare, Segno
zodiacole Delfino di Aurelio Di Fresco è più di un “romanzo da leggere
sotto l’ombrellone”.
Non che non sia una lettura scorrevole o avvincente (lo è, eccome!), ma non è
neppure una lettura da affrontare distrattamente, senza metterci troppa
concentrazione.
L’occasione sarebbe sprecata: non si apprezzerebbe appieno la non comune
capacità di un autore esordiente di aver tessuto un ordito tanto fitto e, allo
stesso tempo, di aver creato un meccanismo tanto convincente.
Raccontare la trama di un romanzo così intenso dal punto di vista
dell’intreccio e della profondità delle passioni messe in gioco è cosa
complessa.
Segno zodiacale Delfino, infatti, partendo da un’esperienza del
protagonista, vissuta in un momento della sua vita vicino a quello in cui
scrive, spazia dai ricordi di un’infanzia spensierata. anche se affrontata
spesso con la consapevolezza distaccata dell’outsider a momenti di fervore
mistico; da tuffi e voli in mondi paralleli, a realistiche questioni di routine
managerial-aziendale.
Nei continui cambiamenti di scenario, le costanti sono due: il protagonista o la
voce che lo accompagna da quando, bambino, avvista un delfino dalla spiaggia di
Macchitella, Sicilia.
La stessa voce che lo aiuterà, in un appassionante crescendo che incatena alla
pagina, a districarsi dal groviglio di complicazioni e confusioni, nelle quali,
capitolo dopo capitolo, sì è trovato intrappolato.
Paola Biribanti
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Tratto dal
"Corriere dell'Umbria" |
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Marinella
Temperoni presenta il suo ultimo libro e anticipa la prossima Dall'antipasto al dolce, 130 ricette a base di pane Perugia
– Marinella Temperoni ci ha ormai abituati a frequenti uscite letterarie
che hanno come filo conduttore una rivisitazione nostalgica del tempo
passato e della nostra realtà storica e sociale. Impareggiabile resta la
sua raccolta di interviste ad anziani assemblate nel volume “Quando il
pane era di granturco”, capace di offrire uno spaccato antropologico
sulla realtà rurale che connotò la nostra non meno delle altre regione
dell’Italia contadina. Un mondo capace di conservare e tramandare
valori, saperi, prospettive e ipotesi di futuro che appartengono
intimamente ad un vissuto irrecuperabile. Dopo ben sette pubblicazioni la
Temperoni è oggi sugli scaffali con “Il pane di Marinella”, un bel
volume di 174 pagine, edito da Thyrus, con in copertina una foto del pane,
opera di Mirella Baccelli, poetessa e artista amica dell’autrice. Del
libro ha parlato alla Sala della Vaccara il critico Luciano Lepri,
affiancato da due donne di scuola; Antonella Ubaldi, preside della media
“Carducci” di Perugia, e Annalisa Persichetti, docente e attrice
delicata di gradevole espressività. Intermezzi musicale all’arpa della
musicista Rachele Spingola. Il volume è scandito in otto capitoli che
cadenzano altrettante sezioni. Ciascuna è dedicata ad una delle varie
fasi del pranzo: dall’antipasto al dolce. A chiarimento del titolo, sarà
il caso di aggiungere che si tratta di una raccolta di ben 130 ricette –
semplici e sperimentate – che hanno come comune denominatore il pane.
Pane raffermo, avanzato, secco. Che non sarebbe morale buttare e che può
essere proficuamente “riciclato” per farne degli autentici
manicaretti. In una prospettiva ecologica ed etica, oltre che funzionale
alla logica del risparmio. La Temperoni ha anche anticipato altre
imminenti pubblicazioni. La prima è un romanzo ispirato ad una storia
vera, dal titolo “Una vita per la Benemerita”. Racconta l’esistenza
non facile di una donna sposata con un tenente dei carabinieri. È pure
pronto un libro giallo: una “stornellata” intorno ad un omicidio
realmente avvenuto nel 1876. è alle battute finali anche volume
d’interviste alle badanti, delle quali Marinella esplora sentimenti,
ansie, attese. Infine sta per uscire un cd di canzoni, “L’Arco
Etrusco”, musicate da Maurizio Vignaroli e Mirco Moscatelli, su suoi
testi. Sono dedicate a Perugia, Corciano, Collazione, Cortona, Massa
Martana, Assisi. Città particolarmente evocative e vissute come paesaggi
dell’anima. |
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Tratto dal
"Corriere dell'Umbria" |
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Formazione Santina Spiriti rivoluziona l’apprendimento della lingua straniera con “The Square” Imparare l’inglese al quadrato Riconoscimenti da tutta Italia alla geniale ternana Terni
- Ormai la strada sarà solo in discesa per “The Square” il
rivoluzionario metodo di insegnamento della lingua inglese inventato da
Santina Spiriti, ternana di adozione con un cuore che batte forte per la
sua “creatura”. Il metodo da oltre un anno sta facendo il giro
dell’Italia finendo sulle scrivanie di case editrici, assessorati
comunali e provinciali, scuole di ogni ordine e grado. In questi giorni
l’inventrice del metodo si sente particolarmente soddisfatta perché,
“The Square” è stato consegnato dall’assessore provinciale Carlo
Ottone nelle mani del ministro dell’Istruzione Giuseppe Fioroni in
occasione della sua visita a Terni lo scorso 19 gennaio. Il Comune di Roma
è ufficialmente accanto al progetto con l’adesione dell’assessore
alle politiche educative e scolastiche Maria Coscia. “Il metodo – si
legge nella lettera inviata da Roma – rappresenta un contributo efficace
sul fronte dell’apprendimento delle lingue straniere nel quale si
registra in Italia un sostanziale ritardo”. “L’appoggio e il
riconoscimento della validità del metodo dalle istituzioni è finalmente
arrivato e sono davvero soddisfatta – spiega Santina Spiriti – ma è
un traguardo ottenuto dopo tante difficoltà e incomprensioni che
all’inizio mi hanno in un certo senso ostacolata, oggi è acqua passata
voglio pensare soltanto al futuro”. “The Square”, significa quadrato
e proprio tramite la forma geometrica del quadrato, l’inventrice
sintetizza tutto il principio base della grammatica inglese. “Io parlo
con il colore, le mie spiegazioni sono disegni” diceva Santina appena un
anno fa, con un linguaggio che poteva apparire sibillino, per quanti
ancora non conoscevano il suo “The squre”. Oggi sono molti a
comprendere quelle parole, perché stanno imparando l’inglese con questo
metodo oppure perché semplicemente ne hanno sentito parlare. Tutta la
grammatica viene condensata in un piccolo testo. “Chiarezza e semplicità”
sono le armi vincenti secondo quanto hanno raccontato le decine di
insegnanti che ora usano il metodo. Anche tra gli studenti il consenso è
stato immediato. Le strutture grammaticali rappresentate in un poster a
quadrati catalizza l’attenzione e facilita l’approccio alla lingua
anche per gli studenti generalmente più distratti e insicuri. Anche per
chi lavora e ha poco tempo da dedicare allo studio, “The Square” può
risultare vincente. In circa 30 lezioni si riesce ad apprendere tutta la
grammatica senza un grande impegno di studio a casa. Che si tratti di un
metodo assolutamente originale è testimoniato dall’Università di
Genova, che ha accettato una tesi di laurea presentata da un ragazzo di
Terni sul metodo “The Square”. Il professor Duthwite della cattedra di
scienze del Linguaggio ha definito la tesi sperimentale “di notevole
importanza”. Apprezzamenti sono arrivati perfino dalla prestigiosa
università “Orientale” di Napoli che ha giudicato il metodo
“geniale”. Attualmente Santina Spiriti è stata nominata presidente
dalla Libera Università Popolare dell’Umbria costituita a Perugia nel
2001, svolge attività di volontariato ed è aderente all’Auser. “The
Square” è contenuto in un libro stampato per ora in duemila copie
vendute in tutta Italia. Al massimo per la fine del mese di febbraio uscirà
un secondo libro, l’eserciziario “Fill in the Square”. |
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Tratto da la
"Gazzetta di Asti" |
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La
guardiana di Ulisse: un tuffo dentro il mondo dell'Alzheimer La sala
consiliare del Palazzo Municipale di San Damiano venerdì 26 gennaio ha
ospitato la presentazione del libro “La guardiana di Ulisse”, edizioni
Thyrus, scritto dall’astigiano Alessandro Borio. L’angelo, il diavolo e la guardiana Maria
nel libro di Alessandro Borio è la guardiana. Di cosa è guardiana se
necessita lei stessa di essere guardata a vista? Lo scrittore cerca una
spiegazione al di là delle cose che si vedono, e scopre che si chiamano
guardiani alcuni esseri che sono posti a guardia del mondo. |
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Tratto dal "Corriere
dell'Umbria" |
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La prima opera letteraria di Sergio Ercini, orvietano e deputato del Parlamento europeo, presentata a Terni Un saggio tra fiumanesimo e utopia Un immaginifico discorso per analogie che consente più letture Terni -
Fiumanesimo e utopia, è il contesto in cui muove il saggio di Sergio
Ercini, orvietano, deputato al parlamento europeo nella prima e seconda
legislatura, presidente della Commissione politica dal 1986 al 1989, ex
consigliere regionale in Umbria. "Il poeta, la morte e il
giovane"; edita da Thyrus, è la sua prima opera letteraria. A
tenerla a battesimo l'Istituto di studi teologici e storico-sociali Istess,
diretto da Stefania Parisi, che alla pubblicazione di Ercini ha dedicato
ieri un dibattito al Cenacolo S. Marco di Terni. Presente l'autore, sono
intervenuti i professori Claudio Carnieri, Domenico Cialfi e il direttore
editoriale Osvaldo Panfili. A coordinare i lavori Pompeo De Angelis,
curatore del progetto storico dell'istituto. Ercini compone un attento e
puntuale saggio letterario all'interno del quale scorre un suo
immaginifico discorso per analogie che consente più letture simultanee.
Immagini, riferimenti e citazioni concorrono a dipanare e dilatare la
vicenda che vede i poeti Gabriele D'Annunzio e Léon Kochnitzky
intrecciare i propri destini nell'impresa di Fiume. All'indomani della
grande guerra, l'Italia ha ottenuto Trento, Trieste e l'Istria. Non Fiume.
Non la Dalmazia. La questione adriatica accende il furore nazionalista. Si
parla di "vittoria mutilata". Il 12 settembre del 1919, in
violazione delle leggi nazionali e degli accordi internazionali, 2500
uomini entrano a Fiume, incontrastati, sotto il comando di Gabriele
D'Annunzio. La città si proclama italiana. Per il poeta-soldato, l'utopia
si fa storia. Libertà di parola, pensiero, religione e costumi sono poste
a fondamento della città-stato sperimentale dove l'impianto liberatorio e
il carisma del Comandante sembrano armonizzare le più disparate posizioni
politiche. Ideale punto di partenza non solo di riforme istituzionali ma
anche di un nuovo modo di pensare e di vivere, la "Città di
vita" aggrega, artisti, militari e manigoldi, "ragionevoli"
e "scalmanati". Se i viveri scarseggiano, non mancano le
esperienze estetiche. Léon Kochnisky, giovane musicista e letterato
belga, di padre polacco di origine ebraica e madre russa, appena
convertito al cristianesimo, dirige l'Ufficio delle relazioni esteriori.
Non "esterne" perché il termine gli pare troppo
"farmaceutico". "Scalmanato tra gli scalmanati, ribelle tra
i ribelli e, insieme, irragionevole tra i ragionevoli, internazionalista
tra i nazionalisti", Kochnisky potrà incontrare D'Annunzio solo sul
terreno poetico che le potenze primordiali di Eros e Thanatos, amore e
morte, rendono fecondo. Poco più di un anno dopo, il governo Giolitti farà
rimuovere con la forza quel governo "burla", a lungo tollerato.
La storia sottolineerà, poi, come l'impresa di Fiume avesse anticipato la
Marcia su Roma e come Mussolini avesse mutuato da D'Annunzio il talento
della comunicazione di massa.
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Tratto da "Il
Messaggero" |
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D'Annunzio e un
giovane poeta belga, Avrà
luogo un dibattito al quale parteciperanno l’autore il professore
Domenico Cialfi, il professore Claudio Carnieri e Pompeo De Angelis,
direttore della Rivista Indagini. |
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Tratto da "Il
Giornale dell'Umbria"
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Il libro fotografico dell’antropologo temano sarà presentato giovedì prossimo alla biblioteca comunale Paparelli racconta l’ascesa al “tetto de mondo” TERNI - Il
racconto di una spedizione al campo-base del K2. Ma anche la solidarietà,
dopo aver toccato con mano l’estrema povera di un’intera popolazione.
Valentino Paparelli, nel cinquantenario della conquista italiana ad K2, ha
deciso di pagare il prezzo di un sogno antico aggregandosi a una
spedizione del Cai diretta al campo base della montagna più bella e più
difficile del mondo. |
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