ECONOMIA NOVA

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Vittorangelo Orati

Globalizzazione 
scientificamente infondata
Un nuovo corollario di una teoria economica post-tolemaica

2008
pp. 280
€ 20,00

ISBN 978-88-87675-63-4

Come tutti i fenomeni che ci circondano, la globalizzazione rimanda a una precisa base teorica. E ciò che i più ignorano, è che un teorema elaborato dall’economista Ricardo nella prima parte del XIX secolo è alla base della sua giustificazione e della sua positiva valutazione da parte di economisti e politici di ogni dove e orientamento. Il libro di Orati assume che Ricardo e i suoi attuali epigoni siano da classificare come appartenenti a una non più sostenibile fase “tolemaica” della “scienza economica”, della quale propone le nuove basi “copernicane”, non manca di evidenziare come anche dinanzi a un fenomeno tanto imponente e dalle tragiche conseguenze per il mondo del lavoro nei Paesi che egli chiama “in via di sottosviluppo” (tra cui l’Italia), emergano senza possibili scusanti “gli errori di una falsa sinistra succube e appiattita nella ‘cultura’ di un capitalismo ormai putrescente”. “Sinistra” incapace di andare al di là di una equivocata e superficialmente fideistica tradizione filoliberoscambista risalente a Marx. Inoltre, il libro sin dalla prima edizione, si libera in poche righe della “risibile lillipuziana genia dei ‘piccoli List’, che da sempre hanno fatto da moderatori, senza uno straccio di teoria, al libero scambio, proponendo il ricorso a più o meno ampie pratiche protezionistiche”. Si tratta, per il nostro autore, di casi ascrivibili alla più generale “sindrome del barone di Münchausen”, che caduto in uno stagno riteneva di venirne fuori tirandosi su per il codino. Che, nel caso, si traduce nel cercare una cura alla globalizzazione rimanendo all’interno della sua stessa logica. In Italia, solo al di fuori dell’ormai oscurantista ambiente accademico la stampa indipendente ha ravvisato nelle tesi di Globalizzazione scientificamente infondata la voce di uno dei teorici dei “figli arrabbiati dell’Occidente” (La Repubblica) e nell’autore di quelle tesi gli stigmi di un Marcuse del XXI secolo (Il Caffè Letterario). Autore che viene recensito come l’“economista che su basi rigorosamente scientifiche ha demolito tutti gli idolatori del pensiero unico liberista” (Finanza Italiana) e le cui ragioni aprono “un vero baratro ai piedi della teoria economica” (Il Ponte).