La Città sepolta
Da
più di duemila anni ormai Ayl si aggirava per i cunicoli scuri di quella
silenziosa città. Come nuvoletta sospinta da un vento vivace, scivolava via
leggerissima e impalpabile, lasciando dietro di s solo un timido bagliore
fantasma. I suoi capelli, come un'onda li seta color castano, battevano lungo la
schiena luminosa e perfetta e sembravano accompagnare danzando ogni suo
movimento.
Ayl
non era affatto una creatura scontrosa; si rallegrava davvero quando, in quei
vicoli neri, incrociava per caso gli occhi scintillanti degli altri spiritelli e
non poteva trattenersi dal sorridere se, passando, le capitava di sfiorare la
loro sostanza trasparente e leggera: a ogni contatto l'aria intorno frizzava,
come scossa da leggeri sbuffi di vento.
Era
nella solitudine più completa, perà, che Ayl riusciva a essere veramente
felice, quando, dimenticando tutta l'oscurità che da quel tempo infinito la
avvolgeva, le sembrava di rivedere la chiara luce del Isole e di sentirne ancora
la carezza tiepida sulla pelle...
A
volte bastava una cosa da nulla come un sassolino lo qualche goccia d'acqua
penetrata in profondità, un 'soffio d'aria leggero che, chiss come, riusciva
a scivolare laggi per impigliarsi tra i capelli, e, all'improvviso, ecco
sbocciare i ricordi... Così, con gli occhi chiusi, Ayl rivedeva le nuvole, come
vele bianche nell'azzurro del ciclo, e il giallo, il rosso, il viola, il blu dei
fiori nei campi. Rivedeva il bosco vicino a casa sua e il villaggio... non c'era
nulla che, in quel silenzio infinito, potesse consolarla di più.
Ayl
non conosceva altro modo per rischiarare il buio profondo di quella che credeva
la sua eternità. Quella che credeva la sua eternità. S perché, in oltre due
millenni, non era mai accaduto nulla, mai un solo avvenimento, anche
insignificaante, in quel mondo apparentemente immobile, a far sospettare che
forse un giorno le cose sarebbero cambiate.
Eppure,
lo crediate o no, mancavano solo pochi istanti, e niente sarebbe più stato
uguale a prima...
Di
certo, in quel momento, non poteva immaginar'lo Ayl, mentre veleggiava
distratta sui suoi soliti passi. Quello spiritello grazioso, come al solito,
stava ispezionando il buio intorno a s, quando uno strano scintillio attirà
la sua attenzione. Si ferm per indagare. Sfruttando la delicata luminescenza
del suo corpo fantasma, avvicin le dita sottili per fare un po' di luce e...
fu allora che li vide ! "Che meraviglia!", pens.
In
fretta raccolse l'inaspettato tesoro, lo nascose nel pugno e scapp via. In
quella corsa affannata e felice, il volo dei lunghissimi capelli e i lembi
svolazzanti dell'abito candido si confondevano in un identico battito d'ali.
Quale
magnifico effetto avrebbero creato sulla sua testolina!
Non
seppe aspettare nemmeno un istante, e, trovato l'angolo più appartato che potà,
inizi a intrecciare con abilità i suoi capelli, lasciando scivolare tra le
ciocche di seta quelle minuscole serpentine d'oro: fermatrecce meravigliosi,
come mai le era capitato di vedere !
Così,
a occhi chiusi, Ayl si pettinava e, piano, si abbandon a nuovi ricordi. Come
attraversando in un lampo un tempo infinito, si trov invasa dallo splendo-jre
di una giornata di sole di mille e mille anni fa, quando lo sguardo affettuoso
di sua madre accompa'gnava il dono grazioso di oggettini tanto simili a quelli
che adesso le scivolavano tra le dita... erano il regalo perii suo compleanno...
Appena
riconoscibile, come qualcosa di lontano portato dal vento, le sembrava adesso di
sentire un [canto... una melodia antica... ma s! Era il canto, quasi
(dimenticato, dei giorni di festa! Che gioia in quel ricordo!
Questa
canzone...", pensava Ayl, "la stessa del giorno in cui attraversai il
bosco; la stessa di quando Etal mi prese la mano; di quando caddi nell'acqua
vicino alla sorgente e di quando, attraverso le foglie, vidi...vidi...".
Ma
fu proprio allora che la terra cominci a tremare.
Il
vortice colorato dei ricordi si disperse dolorosa'mente, lasciando Ayl sola,
senza fiato, completamente smarrita in quel momento inaspettato e crudele.
All'inizio
furono vibrazioni sottili che seguivano colpi lontani ma poi il pericolo si fece
sempre più vicino, fino a che qualcosa di simile a un terremoto percorse le
profondità della terra.
Migliala
di colpi si abbattevano ora sopra le teste degli spiritelli, sin quando le prime
zolle di terra furono rivoltate lasciando penetrare, in quel mondo sommerso, il
soffio di un millennio sconosciuto.
Immobili,
nell'ombra, guardavano ora tutti verso l'alto mentre, da fuori, arrivava il
chiasso di rumori e voci straniere.
Ayl
cap che non c'era più tempo per avere paura. Il suo mondo sarebbe evaporato
alla luce del sole: già vedeva quei tentacoli lucenti cancellare la loro sostan'za
delicata. Con tutta l'ostinazione di cui era capace, ricord l'antica lingua
dei suoi avi e, rompendo un silenzio durato millenni, grid!
Grid
così forte da aggiungere allo stupore altro stupore; la cascata violenta di
parole, in quella lingua lontanissima e familiare al tempo stesso, giungeva
sugli spiritelli inaspettata quanto i raggi del sole nelle tenebre.
Dovevano
trovare il modo di salvarsi, implorava Ayl, perché non sarebbero sopravvissuti
alla luce del giorno. Il sole li avrebbe cancellati, disselli; occorreva un
rifugio, qualcosa cui aggrapparsi per non evapora're, per non smarrirsi.
Ayl
immaginava un'unica possibilità: immergere la loro sostanza leggera come l'aria
in qualcosa di pesante e accogliente, capace di proteggerli.
E...
Ecco l'idea! Cosa poteva esserci di meglio degli oggetti terreni che avevano
accompagnato l'esistenza nell'ombra di ciascuno di loro?
Il
tempo per le spiegazioni era terminato ormai, e, senza aggiungere altro, Ayl
scomparve. A uno a uno, tutti gli altri la imitarono. La maggior parte si immer'sero
nei vasi, alcuni lo fecero in modo così goffo da causarvi lunghe crepe, altri
ancora li spezzarono perfino! Le più giovani e magroline si tuffarono senza
pensare nei lunghi bracciali a serpentina o, le più vanitose, nei piccoli
anelli di bronzo... altri sparirono
i
grosse spille. Tutto si svolse nell'assoluta confusione di un istante, poi fu di
nuovo silenzio. Migliaia di occhietti spaventati si aprirono nella creta dei
vasi o lei metallo dei gioielli, rimanendo in attesa...
Era
il luglio del 1885, quando gli operai impegnati nei lavori per la costruzione
delle Acciaierie di Terni videro, con grande meraviglia, emergere dai loro scavi
piccole costruzioni circolari e, in esse, antichi oggetti...
Quando
si comprese l'eccezionale valore della coperta, quegli oggettini misteriosi
vennero raccolti, studiati e conservati con grande cura.
Oggi
sono custoditi al Museo Archeologico e, che ci crediate o no, se guardate con
attenzione, gli spiritel'li del tempo passato si lasceranno vedere, facendovi
l'occhiolino.
Ma
dove sarà finita Ayl? Qualcuno dice di averla riconosciuta in una serpentina
tutta d'oro...