Edizioni THYRUS

La magia della parola scritta

 

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Mirella Canonica

Percorsi reali tra magici itinerari
Una provincia racconta

 

II

Panoramica sul paesaggio

 

Prima di passare al Calendario con le Manifestazioni sportive, permetteteci di illustrarvi l'ambiente che vi accingerete a visitare, come se fosse lo scenario di un grande palcoscenico. Il nostro territorio è solitamente conosciuto per due località importanti e molto reclamizzate: Qrvieto e la Cascata delle Marmore, basta porre la domanda a un qualsiasi turista, a massimo includono Piediluco.

  E il resto?

  Prendiamo ad esempio i monti Amerini. Sicuramente sono stati intravisti dall'autostrada per Orvieto, ma quanti decidono di abbandonare il grande circuito per imboccare le strade provinciali e godersi una natura ancora integra e varia? Ebbene fatelo! Rimarrete stupiti dalla varietà di paesaggi (vedi foto 13 e 14 a pag. 36) che incontrerete: una vastissima macchia mediterranea intervallata da splendidi castagneti e, ogni tanto, scorgerete i tetti dei cosiddetti Borghi medievali e delle nostre cittadine più significative che, quasi tutte, nascono da Castelli, alcuni dei quali dettero i natali a grandi Capitani di Ventura. Già, anche questo va detto!

  La Provincia di Temi è ricchissima di Castelli attorno ai quali, appunto, sono nati i borghi, i paesi e le città. Essi sono tutti costruiti col calcare del luogo e posizionati tra 400 e i 500 m di altitudine.

  Sul versante opposto, sul pendio del monte Peglia. già verso Morrano sulle rive del torrente Chiani, si scoprono boschi secolari di leccio dell'Elmo Melonta, 1000 ettari conservati nel tempo con una natura ancora intatta e ricca di fauna; avvicinandoci invece verso Castel Viscardo possiamo incontrare daini e caprioli, splendidi animali che vivono liberi in territori salvaguardati per loro. Da molti anni siamo riusciti a salvare lo scoiattolo europeo e, fermandoci in qualsiasi boschetto, lo possiamo ammirare nelle sue evoluzioni arboree.

 

  Non ci sono solo i Monti Amerini perà! ma anche i Monti Martani definiti giustamente una Terra di mezzo, come se fossero un'isola che emerge dalla grande campagna umbra. Così definiscono il loro territorio i membri dell'associazione dei Monti Martani dalle cui parole traggo queste poche righe per descrivere il paesaggio.

Dalla Valle Tiberina, da quella di Foligno, dalla Conca Ternana i Martani sono al di sopra dei più bei paesaggi d'Italia. Una piccola Atlantide riemersa, ma anche uno splendido e insolito balcone dal quale ammirare il paesaggio.

I Martani sono stati abitati da gente che voleva mettersi al sicuro e che li trasform quasi in un'enorme fortezza, le cui cime ne erano le torri d'avvistamento opportunamente fortificate. Accadde già nell'antichità preromana, ma anche subito dopo la caduta dell'impero, quando i Martani trovarono una sorta di unità territoriale con il nome di Terre Arnolfe.

Sono una Terra di Mezzo non solo perché al centro dell'Umbria e dell'Italia, ma anche perché hanno conservato il potere di stupire il visitatore nell'offrirgli l'emozione della scoperta e la sensazione della magia che sta nel mezzo tra il mondo reale e quello immaginario.

Ricordatevi, quando vi passerete, che sulle loro cime ci sono ancora templi di divinità indimenticate ma anche eremi e luoghi incantevoli come questa piccola cascatella e il suo laghetto (vedi foto l5 a pag. 36).

  La gente ancora apre la porta agli ospiti per condividere il gusto di una qualità della vita smarrita nelle città ma viva ancora oggi nella Terra di Mezzo.

  Tornando sul versante opposto, l'incontro del fiume Paglia con il Tevere è anche l'incontro con un parco che delimita la parte di fiume più interessante di tutto il suo percorso; la rigogliosa Gola del Forello che immette il fiume nel Lago di Corbara, fino all Oasi di Alviano, attrezzata dal W.W.F, con la sua avifauna affascinante: cormorani, falchi di palude, aironi cinerini, lontre e castorini.

  Un altro fiume importante e particolarmente significativo è il Nera, (vedi foto 16 a pag. 36) corso d'acqua che riesce a condizionare il paesaggio fluviale nel suo percorso. Acque fredde, in alcuni tratti vorticose e in altri più dolci, acque da trote, quelle famose del Nera. Nel suo ambiente si può ammirare il merlo acquaiolo scomparso in altre zone. Anche per il Nera la Provincia ha costituito un Parco Fluviale. Il Parco Fluviae del Nera comprende il tratto medio-inferiore del suo corso, dal confine della Provincia alla confluenza del Velino con il fiume attraverso la Cascata delle Marmore.

  Il parco, oltre 18 km di fiume, comprende una vasta area di territorio molto significativo per testimonianze culturali, ambientali, archeologiche e monumentali. Il territorio del fondovalle è intensamente utilizzato per colture ortive, ma la caratteristica è data dagli oliveti che salgono fino al limite massimo della coltivabilità. La chiostra dei monti, le gole e le forre perpendicolari alla valle sono di grande fascino e accessibilità. Attraverso le vie di transumanza della Valnerina sono scese le popolazioni più antiche che hanno contribuito a caratterizzare certe zone con la loro influenza storica e artistica, apprendendo molto nel contempo dagli antichi Umbri, i veri padroni di casa, ricchissimi di arte e di cultura.

  In tutta la Provincia abbondano torrenti, fiumi, laghi e bacini artificiali, tanto da farle meritare il nome di Terra delle Acque. Non vanno dimenticate le sorgenti di acque minerali che hanno contribuito a portare notorietà all'Umbria.

  Tra le emergenze naturali meritano una particolare attenzione i Prati di Stroncone, ben conosciuti e frequentati da coloro che cercano ristoro dal gran caldo estivo; essi costituiscono l'unico esempio di piano carsico nelle immediate vicinanze di Temi.

  Il fenomeno del carsismo è piuttosto diffuso invece nell'orvietano. A Titignano della Piana vi sono grotte meta degli speleologi più esigenti, altre sono presso Civitella del Lago e presso Parrano, le famose grotte del Diavolo. Troverete tutte le delucidazioni nell'apposito capitolo dedicato alle grotte.

  Le nostre montagne sono vive e da vivere.

  Negli ultimi anni hanno visto crescere in modo esponenziale il numero degli appassionati degli sport che su di esse possono essere praticati, tanto da creare un vero e proprio segmento turistico. I monti Martani, i monti della Valnerina e quelli dell'amerino-narnese sono le aree di maggior interesse e sono ormai migliaia i km di sentieri, segnalati e predisposti, per differenti gradi di preparazione, dall'escursionismo al trekking d'alta quota. La montagna è meta privilegiata per chi si dedica alla roccia con oltre 250 percorsi di arrampicata in tutta la regione.

  E qui continua l avventura..,

 

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