Edizioni THYRUS

La magia della parola scritta

 

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Fabrizio Peroni

La Spada e la Croce

 

 

1

 Messer Cecco... oh, messer padrone... destatevi dunque, altrimenti finirete col cadere di cavallo e col ritrovarvi con qualche bernoccolo in testa...A quel divertito richiamo del suo garzone, il vecchio mercante, come colto in fallo, sollev il capo incappucciato, e aprendo gli occhi lo scosse ripetutamente con un brivido goffo, quasi volesse scacciare il lieve torpore cui s'era abbandonato. Vi sentite stanco, nevvero? seguità Forese, tra s sorridendo della buffa gestualità del padrone. Vi capisco. Anche la mia pur giovane schiena è tutta indolenzita dopo quasi cinque ore di cavalcatura senza sosta. Che ne direste di fermarci un poco a riposare alla taverna del Maniscalco? Basterebbe piegare per quel sentiero, e in meno di mezz'ora ce la troveremmo davanti.Messer Cecco lo sogguard di traverso, visibilmente di cattivo umore, quasi volesse rimproverano di quella proposta che considerava quanto meno inopportuna. O che idee ti frullano in testa, ora? gli rispose infatti con malgarbo. Che taverne e taverne... Bada piuttosto a spingere codesta bestia più lesta che puoi, e forse ce la faremo a raggiungere Siena prima dell'ora di notte. A quell'appunto ritenuto ingiusto, il ragazzo avrebbe voluto replicare, indispettito. Non era forse stato per causa del compagno di viaggio, inavvertitamente appisolatosi, se l'andatura dei cavalli s'era allentata, fino a procedere al passo?Sebbene di indole fiera, Forese tenne tuttavia per s il disappunto, decidendo di non risentirsene. Non sarebbero mancate occasioni, pens, per rifarsi con qualche impertinenza. Spinta di nuovo l'andatura, mercante e garzone procedettero per qualche minuto in silenzio, finch Forese, dovendo dare spesso di sprone al suo ronzino per restare al passo con l'animale di ser Cecco, il quale sembrava volesse tutt'insieme recuperare il tempo perduto, si lasci andare a qualche considerazione.Beh, se si continua con questa andatura, presto giungeremo alla Falconara, dopo di che non avrete più da preoccuparvi, messere: la vostra ricca dimora e la solerte mogliera vi accoglieranno con una cena calda e un letto confortevole. A me invece aspetterà per il ristoro solo il rozzo giaciglio che mi avete destinato nel fondo attiguo alla vostra bottega.Non tornandogli comodo, il vecchio mercante finse di non avere udito la seconda parte delle osservazioni del giovane, e rallentando la corsa si sofferm a commentarne solo la prima. Non mi preoccupo per me, ma per la mia Lena. Povera vecchia, chiss come starà in pensiero finch non saremo giunti a destinazione. Questi luoghi non sono per nulla sicuri.Siete davvero in ansia per la vostra Lena? E non piuttosto per i dugento fiorini d'oro che vi portate cuciti nel feltro della sella, frutto delle vendite di mercanzia fatte a Volterra?A quell'impertinenza, messer Cecco si volse irritato verso il giovane garzone, lo guard minaccioso, e arrestato il cavallo agità con la mano un sottile nerbo di cuoio che aveva sfilato da una guaina di panno cucita al bordo della sella, fingendo di volerlo colpire. Il ragazzo, riparandosi d'istinto con un braccio, si mosse per schivare il finto colpo, e il cavallo gli scattà in avanti impennandosi e nitrendo.Di fronte al gesto di schermo, il mercante ritrasse la mano, infil il frustino tra le gambe senza rimetterlo nel proprio fodero, e si tolse dagli occhi il bordo di vaio del cappuccio di scarlatto che nell'agitarsi gli era scivolato dal capo in fronte, impedendogli di vedere.Guarda tu cosa mi fai fare, piccolo lestofante inve ser Cecco con gli occhi accesi per la collera, poco è mancato ch'io cadessi di cavallo, nel tentativo d'impartirti la lezione che meritavi, linguaccia d'inferno!Ho visto bene, messer Cecco, che avete soltanto finto di volermi colpire osserv Forese sorridendo con impertinenza.Anche la beffa dopo il danno? Sappi che non ho finto un bel niente! riprese il vecchio mercante con voce severa ed espressione torva; gli che non ci sono riuscito, perché per tua fortuna, nell'agitarmi, m calato d'improvviso il cappuccio sugli occhi, impedendomi di vederti. Dovrei metterti a pane e acqua per una settimana per punirti delle tue impertinenze brontol infine minaccioso.Già, così mi obblighereste a licenziarmi, e sono sicuro che la cosa non vi farebbe punto piacere, dal momento che dovreste liquidarmi i sei mesi di paga arretrata che ancora mi dovete... li mercante bofonchi qualcosa tra i denti, mostrando di non gradire troppo parlare di quegli argomenti, trasse il nerbo di tra le gambe e lo rinfil nella guaina. Infine, riprese in mano le redini che nella concitazione aveva lasciato cadere, spinse in avanti la cavalcatura fingendo indifferenza, mentre un'espressione invisibile di indulgenza gli trascorse nello sguardo sotto l'ombra del cappuccio. In fondo si era affezionato a quel ragazzo orfano di madre, che il padre, povero ciabattino della contrada del Nicchio, desiderando alleggerirsi di responsabilità più che di peso, gli aveva da qualche tempo affidato, pregandolo di tenerselo come garzone di bottega nei suoi fondachi colmi di ricche mercanzie. Si, riconobbe, Forese aveva visto giusto, perché infatti aveva solo finto di volerlo colpire, ma era bene non gli venisse confermato, altrimenti il ragazzo avrebbe potuto approfittarsi della sua bontà.Intanto il sole era tramontato, e ad occidente, tra i folti cespugli di canne e i rami penduli dei salci, l'ultima luce del giorno si consumava come quella di una torcia che giunta alla fine avvampi in un guizzo estremo, prima di estinguersi definitivamente. E quel riverbero di fuoco si rifletteva sulle acque dei paduli sfiorate dagli zoccoli dei due cavalli, tingendole di bagliori rossastri.D'improvviso, nel grande silenzio immoto, un soffio di vento rabbrivid tra le giuncaie, e scosse le piccole foglie dure dei canneti piegandone le cime e provocando un indistinto rumore metallico, simile ad un vago scuotere di lame...Ma si trattava davvero d'un rumore, seppur suggestivo, provocato dal vento? Incuriosito, il ragazzo arrestà la cavalcatura e tese l'orecchio, attento.Messer Cecco, sentite anche voi un fragore di spade? domand con apprensione al compagno di viaggio.Un fragore di spade? Dove? E come? gli rispose questi incredulo. Tu sogni troppo, Forese, non hai per la testa che duelli e tornei, assalti a castelli e battaglie di compagnie di ventura... Vuoi che non lo sappia dei discorsi che fai con gli amici, quando leggi loro le storie scritte in quelle tue vecchie scartoffie polverose che tieni accanto al letto? Sarà piuttosto il sibilo del vento che fruscia tra i canneti.Messere, vi ripeto che questo è un rumore d'armi. Non mi sbaglio, io!Sentendolo insistere tanto sicuro di s, messer Cecco Anguillara, preso dal dubbio, arrestà a sua volta il cavallo e tese l'orecchio. Lui non era un uomo coraggioso, non amava le arti marziali, n tanto meno leggeva di notte nei polverosi e duri fogli di cartapecora le leggende dei cavalieri erranti e i racconti di battaglie e di duelli come faceva il suo garzone; aveva trascorso tutta la sua vita a manovrare il bilancino per pesare oro e argento, e non aveva mai stretto l'impugnatura di una spada. E adesso che il rumore metallico di ferri che si incrociavano Cominciava a giungere inequivocabile anche alle sue orecchie, impallid, e prese a tremare come una foglia.Misericordia divina, forse hai ragione tu, questo è un fragore di metalli e non di canne mosse dal vento mormorà a sua volta con apprensione, prendendosi la testa fra le mani.Non mi avete creduto ... ma .. suvvia, non vi spaventate e seguitemi. Per prudenza ci nasconderemo tra quella grossa fratta di sambuchi che si intravede laggi a manca. Venite.Il ragazzo e il pavido mercante mossero verso un folto cespuglio che cresceva ai margini del padule, miraggio di momentanea salvezza, e precipitosamente vi scomparvero dentro fra l'intrico denso del fogliame.Vergine Santa! Saranno masnadieri, ci assaliranno! Poveri noi. . mormorà trepido ser Cecco con espressione desolata. E poveri i vostri fiorini... rise Forese. Smettetela di tremare come un giunco, pavido mercante; anche se si trattasse di predoni, qui non ci scopriranno di sicuro.Io non ho coraggio di guardare. Vedi tu, Forese, se ti riesce di distinguerli, e dimmi cosa fanno quegli omini malnati, e quanti sono. Forese si fece largo tra i rami e le foglie che schermavano la vista, guard in direzione del padule donde proveniva quel duro fragore di ferri, e subito si ritrasse spaventato e affascinato nello stesso tempo da quanto aveva intravisto.Li ho visti, messer Cecco, sono due cavalieri che si battono furiosamente sulla radura ai margini dell'acquitrino.Due soltanto? Chi saranno, che vorranno da noi?Non temete, non vogliono nulla da noi, piantatela di lamentarvi come una femmina, vi dico che si stanno battendo fra loro. Guardate anche voi l, controluce al rossore del tramonto.Sa Cecco, esitante, avanz di qualche passo, aprendosi con le mani un varco tra le foglie.Si, ora li vedo anch'io ... ma ... uno di loro è un templare, vedi il mantello crociato che gli volteggia attorno nella foga della lotta? Ed a viso scoperto...Guardate, gli frema la barba tutta bianca nella furia convulsa del combattimento. L'altro invece ha il volto coperto dalla celata.Chi saranno, Vergine Santa? Proprio a noi doveva capitare di incontrarli? sospirà il mercante i cui occhi, per la contrizione, si erano riempiti di lacrime.Ascoltate, messere, il templare ha gridato...Difatti, nel silenzio rotto solo dallo scuotere delle lame e dal nitrito selvaggio dei cavalli, s'era udita una voce alta e rauca che aveva inveito:Scopri il volto, tu che mi aggredisci a tradimento!Avete sentito? Il templare è stato dunque aggredito ... guardate come sostiene con difficoltà l'attacco furioso del cavaliere sconosciuto osserv Forese sempre più affascinato dall'inatteso spettacolo.S, anche a me par di vedere che si trova a disagio ... replic ser Cecco ficcando in avanti tra i rami il grosso naso adunco. Sicuramente l'aggressore più giovane e più vigoroso di lui, lo si vede dalla foga con cui combatte. Se continua così, le cose si metteranno davvero male per il povero templare.Fuggiamo finch son distratti a regolare i conti tra loro, e finch siamo in tempo ... propose il mercante muovendosi tra le fronde come per abbandonare il rifugio.No implorà Forese, aspettate vi prego, fatemi vedere ancora...Che t'importa dunque di quei due sconosciuti, lasciali regolare da soli le proprie faccende, andiamocene di qua, tanto più che sta salendo la nebbia e li sta avvolgendo, impedendoci di vederli replic il mercante con decisione. Ma il ragazzo, come sfregato da quello spettacolo suggestivo, mostrava di non aver nemmeno udito le sue parole.Guardate il mantello del templare, si agita come una grande ala bianca ... guardate messer Cecco, ha una croce rossa dipinta per tutta la sua lunghezza e larghezza...Non è un mantello quello che indossa, è un Palio precis il mercante, con voce singolarmente calma.Un Pal'o... già, voi ve ne intendete di vestimenti. Ma che magnifico duello! Io parteggio per il templare, e voi?Io parteggio meglio per la mia pelle. Esci di qui, o ti prendo davvero a nerbate questa volta. Andiamocene, dunque, finch siamo in tempo gli ingiunse ser Cecco di nuovo alterato. Un momento, aspettate, non ho mai assistito ad un duello così emozionante. Ma adesso che fa? Vigliacco, lo sta spingendo verso il padule ... è giunto al margine ... cadrà in acquano! Questo non è permesso dal codice della cavalleria! protestà il ragazzo sempre più rapito dall'avvenimento.Il fragore delle spade era adesso cessato come d'incanto. Il templare, spinto nel padule con la cavalcatura dalla scorretta veemenza dell'avversario, si dibattà nel tentativo d riguadagnare la riva, ma il fondo melmoso dell'acquitrino, sbilanciando il destriero, lo rese impossibile, e inesorabilmente risucchi il cavaliere e l'animale verso il fondo.A quella vista, Forese, spinto da un impulso di sdegno irresistibile, mosse il cavallo uscendo di tra la vegetazione, e si slanci verso l'assalitore gridando con quanta voce aveva in gola:Vigliacco! Salva quel cavaliere che aggredisti a tradimento, se sei uomo d'onore!Quel grido colp come una sferzata il cavaliere misterioso che, voltosi di colpo verso il luogo donde era provenuto, vide Forese, e puntandogli la spada incontro caric precipitandosi in sua direzione.Il ragazzo, vedendolo sopraggiungere con furia, scartà istintivamente la cavalcatura, e il cavaliere, trascinato dalla sua stessa corsa, fin contro la folta fratta di canne e sambuchi che ancora ospitava il terrorizzato mercante.

Giunto nei pressi del nascondiglio, di fronte all'ostacolo imprevisto, il destriero si impenn, e come una furia scavalc il povero Cecco che quasi in rassegnata attesa, rinserrato nel suo mantello, pallido e tremante, riusc appena in tempo ad abbassare il capo riparandosi contro il collo del proprio cavallo, il quale, scartando d'istinto, evità per miracolo il terribile impatto, facendogli perà perdere l'equilibrio e scaricandolo a terra.Poi, davanti agli occhi esterrefatti del ragazzo, con l'armatura lucente sotto il vago chiarore crepuscolare, e la ventaglia dell'elmo che nel sobbalzo s'era dischiusa, ma non tanto da lasciarne intravedere, nemmeno in parte, il volto, il cavaliere, aggrappato in sella al suo scatenato destriero scomparve dietro le giuncaie, inghiottito dalle nebbie vaporose levatesi nell'imbrunire.

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